von fpm 01.11.2026 18:00 Uhr

Lo schiaffo “tolomeico” (155)

Continua con Flavio Pedrotti Móser l’excursus sull’italianizzazione a sud del Brenner che con il fascismo minava l’identità culturale.

Elab grafica Flavio Pedrotti Móser

La rubrica dedicata alla patologia di Ettore Tolomei, l’artefice della modifica dei toponimi tedeschi nei 116 Comuni südtirolesi e della quasi totalità della micro-toponomastica, prende avvio dall’annessione del Tirolo storico al Regno d’Italia dopo la Prima guerra mondiale quando vennero a crearsi i presupposti per una radicale politica di italianizzazione dopo la presa di potere fascista. I fascisti, con lo scopo dell’estraniazione culturale e sociale della popolazione autoctona, vietarono l’utilizzo della toponomastica tedesca. Fu così che nacquero neologismi per così dire bislacchi partoriti da menti malsane, corrose dal fanatismo italico che voleva soggiogare la popolazione tirolese cominciando dall’identità culturale. Il Tolomei redasse un elenco dei cognomi del Südtirol per restituire, secondo il suo punto di vista, una appartenenza “italica” con talvolta stramberie e stravaganze davvero parossistiche e anche evidenti scappatoie esilaranti, palesi scalate su specchi scivolosi.

Pörnbacher è storicamente legato al Südtirol e al territorio austriaco. Le testimonianze archivistiche confermano una presenza significativa nella zona della Pustertal, in particolare nei dintorni di Olang oltre che in altre località sudtirolesi. La terminazione -bacher è frequente nei cognomi tedeschi e austriaci e deriva da Bach, che significa «ruscello» o «torrente». Nei cognomi può indicare una persona che abitava presso un corso d’acqua oppure proveniva da una località caratterizzata da questo elemento geografico. La prima parte, Pörn-, rimane invece di interpretazione incerta. Potrebbe derivare da un antico nome di luogo o da una denominazione locale oggi modificata. Tolomei oscilla tra Orsi e Dalrio… Posch conduce alla variante meridionale tedesca Bosch, collegata al medio alto tedesco busch, termine che indicava un cespuglio, una macchia di vegetazione o un boschetto. In questa interpretazione, il cognome avrebbe identificato una persona che abitava vicino a un’area boscosa. Facile fu trasformarlo in Dalbosco. Alla variante Pöschl invece fu donato Boschetti…Postinghel è particolarmente interessante perché è legato alla storia linguistica del Tirolo storico Welschtirol e dell’area tirolese. È attestato soprattutto nella Lagertal (Vallagarina), in particolare a Pysein, (Besenello) e Nussdorf (Volano), ma compare anche in documenti e repertori relativi al Südtirol, a Barnzoll. L’ipotesi etimologica più interessante è quella di un’origine germanica legata al termine Burgstall, parola tedesca che può indicare un luogo fortificato, i resti di un castello oppure, in determinati contesti dialettali e toponomastici, un sito associato a un insediamento o a un ricovero. Il collegamento proposto per Postinghel riguarda dunque la toponomastica e il paesaggio abitativo germanico. Un banale Postenghi tolomeico rischia di ridicolizzarlo.

Potauner con la variante Patauner (questo soprattutto nell’area di Terlan e Siebeneich conduce al territorio del Tirolo storico, in particolare alla zona della Wipptal e di Pfitsch). Potauner è originariamente riferito alla provenienza da un maso, da una località o da un territorio specifico.

Per la variante Patauner, invece, una fonte genealogica trentina riporta una derivazione dal nome della frazione di Patone, nel comune di Isera, vicino a Rovereto: il cognome avrebbe quindi indicato una persona proveniente da quel luogo. Tolomei andò in confusione e non sapendo che pesci pigliare lo modificò in Pontani… (continua)

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