von fpm 27.10.2026 10:00 Uhr

27 ottobre Giornata mondiale del patrimonio audiovisivo

Ogni anno, il 27 ottobre si celebra la Giornata mondiale del patrimonio audiovisivo, un appuntamento promosso dall’UNESCO per ricordare l’importanza di conservare film, registrazioni sonore, programmi radiofonici e televisivi, documentari e altri materiali audiovisivi che custodiscono la memoria dell’umanità.

video Flavio Pedrotti Móser

Non si tratta soltanto di vecchie pellicole o registrazioni dimenticate negli archivi: sono testimonianze preziose che raccontano epoche, persone, tradizioni, eventi storici e modi di vivere ormai scomparsi.   La data scelta non è casuale. Il 27 ottobre 1980, durante la Conferenza generale dell’UNESCO a Belgrado, venne adottata la Raccomandazione sulla salvaguardia e la conservazione delle immagini in movimento, un documento fondamentale per riconoscere il valore storico e culturale del cinema e delle registrazioni audiovisive. Nel 2005 l’UNESCO proclamò ufficialmente questa giornata mondiale, celebrata per la prima volta il 27 ottobre dello stesso anno, con l’obiettivo di sensibilizzare governi, istituzioni e cittadini sulla necessità di proteggere questo patrimonio. Dalle prime pellicole cinematografiche di fine Ottocento ai film contemporanei, le immagini registrate hanno trasformato il modo di raccontare la realtà. Oggi permettono di osservare ambienti, gesti e consuetudini che spesso non sono stati descritti nei libri. Una vecchia registrazione può conservare il timbro di un personaggio, una lingua locale, una canzone popolare o un racconto tramandato oralmente. Per questo gli archivi sonori sono fondamentali anche per lo studio delle lingue e delle tradizioni. I filmini di famiglia sono piccole macchine del tempo: le riprese amatoriali mostrano feste, matrimoni, vacanze, giochi dei bambini e scene di vita quotidiana. Anche un breve filmato girato in un paese di montagna può documentare abiti, mestieri, architetture e tradizioni scomparse.

Le pellicole possono deteriorarsi, i nastri magnetici perdere informazioni e i vecchi formati diventare difficili da riprodurre. La digitalizzazione aiuta a preservare e rendere accessibili i contenuti, ma richiede controlli, copie di sicurezza e continui interventi di conservazione. Vecchi telegiornali, trasmissioni e documentari raccontano non soltanto gli avvenimenti, ma anche il linguaggio, la moda, la pubblicità e le idee di un determinato periodo storico. Per l’edizione 2026, il tema scelto è «Your Window to the World», cioè «La tua finestra sul mondo». Il messaggio sottolinea come filmati, fotografie in movimento e registrazioni sonore possano avvicinare culture differenti, favorire la comprensione reciproca e mettere in comunicazione le generazioni.  La giornata invita quindi archivi, musei, biblioteche, emittenti e cittadini a valorizzare le proprie raccolte, riscoprendo materiali che rischiano di andare perduti.

Anche nelle comunità alpine, compreso il Südtirol e il Trentino, le vecchie fotografie animate, i documentari locali, le registrazioni delle feste tradizionali e le testimonianze degli abitanti possono rappresentare una fonte straordinaria per ricostruire la storia dei paesi e delle loro trasformazioni. Un filmato girato decenni fa durante una festa patronale, una registrazione di una parlata locale o le immagini di un’antica attività artigianale possono restituire dettagli che nessuna descrizione scritta riesce a trasmettere con la stessa immediatezza.

In fondo, conservare il patrimonio audiovisivo significa impedire che il passato diventi silenzio. Perché le immagini ci permettono di vedere ciò che è stato, mentre le voci ci fanno ascoltare chi ci ha preceduto: un’eredità preziosa da proteggere e tramandare alle generazioni future

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