„Noi e le Storie“: indagare sulla fine dell’impero asburgico

„Noi e le storie 2026. Indagare il passato, capire il presente” è una rete creata tra la Biblioteca provinciale italiana Claudia Augusta e l’Università di Trento. Nei cinque incontri previsti vengono affrontati i risultati di alcune recenti ricerche dell’Università trentina. Il quarto appuntamento è in programma martedì 27 ottobre alle ore 17:30. Il tema della serata „La dissoluzione dell’Impero asburgico e le manipolazioni della storia“ verrà affrontato attraverso un dialogo aperto tra lo storico Hans Heiss e Marco Bellabarba, autore de „Un mondo già di ieri. Storici, diplomatici, giornalisti e la dissoluzione dell’impero asburgico, Bologna“. La storia dell’Impero asburgico è profondamente intrecciata con quella del Tirolo storico, del Südtirol e del territorio che oggi costituisce la provincia autonoma di Trento. Per secoli queste terre alpine furono parte dei domini degli Asburgo, condividendo istituzioni politiche, rapporti economici, tradizioni amministrative e vicende culturali, pur conservando importanti differenze linguistiche e identitarie. Per comprendere la storia delle attuali province di Bozen e Trento, occorre quindi guardare a un passato nel quale i confini non coincidevano con quelli odierni e il territorio era inserito in un più ampio sistema politico centroeuropeo. Le radici di questa storia risalgono al Medioevo. Nel XIII secolo, sotto la guida di Mainardo II, si consolidò la Contea del Tirolo, un territorio strategico situato lungo le principali vie di comunicazione attraverso le Alpi. Nel 1363, la contessa Margherita di Tirolo-Gorizia, conosciuta come Margarethe Maultasch, cedette la Contea del Tirolo agli Asburgo. Da quel momento, il territorio entrò stabilmente nella sfera politica della dinastia austriaca, mantenendo un ruolo importante nei collegamenti tra l’Europa centrale e la penisola italiana. È importante precisare che il Trentino non coincideva ancora con la Contea del Tirolo: gran parte del territorio trentino era legata al Principato vescovile di Trento, un’entità ecclesiastica e politica dotata di proprie istituzioni, esistente dal 1027. I rapporti con i conti tirolesi e con gli Asburgo furono progressivamente più stretti, ma non equivalsero fin dall’inizio a un’annessione diretta.
Per secoli il Tirolo conservò tradizioni giuridiche e forme di autonomia locale. Nel 1805, tuttavia, in seguito alle guerre napoleoniche, il territorio fu sottratto temporaneamente agli Asburgo e assegnato alla Baviera, alleata di Napoleone. Le riforme amministrative, l’aumento della pressione fiscale e l’introduzione della coscrizione obbligatoria contribuirono ad alimentare il malcontento. Nel 1809 scoppiò la rivolta tirolese guidata da Andreas Hofer, divenuto una figura simbolica della resistenza contro il dominio bavarese e napoleonico.
In quel periodo anche il Trentino e il territorio dell’attuale provincia di Bolzano furono coinvolti nelle trasformazioni politiche e territoriali imposte da Napoleone. Dopo la sconfitta napoleonica, il Congresso di Vienna e la successiva riorganizzazione del 1815 riportarono queste terre sotto il controllo austriaco, riunendo il Tirolo settentrionale e meridionale con il territorio dell’ex Principato vescovile di Trento in un’unica provincia amministrativa. Nel corso dell’Ottocento, il territorio del Tirolo storico faceva parte dell’Impero austriaco e, dal 1867, dell’Impero austro-ungarico. Le attuali province di Trento e Bozen erano allora comprese nella stessa grande unità amministrativa tirolese, con capoluogo a Innsbruck. La condivisione della struttura politica non cancellava, però, le differenze tra le due aree. Nel Südtirol, soprattutto nelle valli e nei centri rurali, la lingua tedesca e le tradizioni tirolesi costituivano elementi centrali della vita quotidiana. Nelle valli ladine sopravviveva inoltre una distinta identità linguistica e culturale. Nel Trentino, la popolazione era prevalentemente italofona e conservava una propria tradizione culturale, legata anche alla storia del Principato vescovile di Trento.
La Prima guerra mondiale rappresentò la frattura più profonda nella storia del Tirolo storico. Nel maggio 1915, l’Italia entrò in guerra contro l’Austria-Ungheria e il territorio montano divenne uno dei principali teatri del conflitto. Le popolazioni locali subirono evacuazioni, requisizioni, distruzioni e difficili condizioni di vita. Molti uomini trentini furono arruolati nell’esercito austro-ungarico e inviati anche su fronti lontani; altri civili furono trasferiti lontano dalle zone di combattimento.
Con la sconfitta dell’Austria-Ungheria nel 1918, terminò il dominio asburgico. Il Trattato di Saint-Germain del 1919 sancì il passaggio all’Italia dei territori a sud dello spartiacque alpino, comprendenti il Trentino e l’attuale Südtirol. Si concluse così una lunga fase storica durante la quale le due aree avevano condiviso, con grande partecipazione e sostegno popolare, le vicende della monarchia asburgica. L’ingresso alla serata è gratuito. Centro TreviLab, Via dei Cappuccini, 28, 39100 Bozen






