von fpm 25.10.2026 10:00 Uhr

25 ottobre, Giornata mondiale del calzolaio

Il 25 ottobre si celebra la Giornata del Calzolaio, una ricorrenza dedicata a uno dei mestieri artigianali più antichi, simbolo di manualità, pazienza e ingegno. La data è legata alla festa dei santi Crispino e Crispiniano, tradizionalmente venerati come protettori dei calzolai.

Immagine creata da IA

La giornata offre l’occasione per riscoprire un lavoro che per secoli ha accompagnato la vita quotidiana e che oggi rappresenta anche un importante esempio di riparazione e sostenibilità. La storia del calzolaio affonda le radici nell’antichità, quando proteggere i piedi da terreni accidentati, freddo e umidità era una necessità fondamentale. Con il passare dei secoli, la produzione e la riparazione delle calzature si trasformarono in vere e proprie attività artigianali, che richiedevano esperienza, precisione e conoscenza dei materiali.Nel Medioevo, soprattutto nelle città europee, i calzolai si organizzarono in corporazioni e associazioni di mestiere. Queste strutture regolavano l’attività, tutelavano gli artigiani e contribuivano alla trasmissione delle competenze da una generazione all’altra. Un esempio storico è l’Università dei Calzolai di Novara, la cui tradizione associativa viene fatta risalire al 1185. Secondo la tradizione cristiana, Crispino e Crispiniano erano due fratelli di origine romana che si trasferirono a Soissons, nell’attuale Francia, nel III secolo. Oltre a diffondere la fede cristiana, si guadagnavano da vivere lavorando come calzolai. La leggenda racconta che svolgessero il loro mestiere con umiltà, aiutando anche le persone più povere. Durante le persecuzioni contro i cristiani sarebbero stati arrestati e martirizzati. La loro memoria liturgica ricorre il 25 ottobre, data divenuta nel tempo un appuntamento tradizionale per gli artigiani del settore.

Per costruire o riparare una scarpa, il calzolaio utilizza forme che riproducono la sagoma del piede. Su queste basi modella la tomaia, controlla le proporzioni e adatta la calzatura alla forma desiderata. Martelli, lesine, coltelli, punteruoli, aghi robusti e forme sono soltanto alcuni degli attrezzi tradizionali. Ogni strumento serve a una fase precisa: tagliare, forare, cucire, battere o rifinire la pelle. In passato, alcune calzature venivano realizzate senza una distinzione marcata tra piede destro e sinistro. La progressiva diffusione di forme specifiche per ciascun piede contribuì a migliorare vestibilità e comfort. Sostituire una suola, sistemare un tacco o ricucire una parte scucita permette di prolungare la vita delle scarpe. Il lavoro del calzolaio si collega così all’economia circolare e alla riduzione dei rifiuti. Nelle calzolerie tradizionali si mescolavano gli odori della pelle, delle cere, dei grassi e delle colle. In alcune botteghe si tenevano persino vasi di basilico, apprezzato per il suo profumo e associato, secondo credenze popolari, alla protezione dell’ambiente di lavoro. La diffusione della produzione industriale di calzature, soprattutto a partire dal Novecento, ha trasformato profondamente il settore. Le scarpe sono diventate più accessibili e diversificate, mentre molte piccole botteghe artigiane hanno progressivamente perso spazio.

Oggi, tuttavia, la riparazione delle calzature torna a essere apprezzata da chi desidera ridurre gli sprechi, risparmiare e conservare prodotti di qualità. Il calzolaio non è soltanto un custode di tecniche antiche: è anche un professionista capace di dare nuova vita a oggetti che altrimenti finirebbero nella spazzatura.

La Giornata del Calzolaio ci ricorda che dietro una scarpa ben fatta c’è molto più di un prodotto: ci sono esperienza, abilità manuale e una tradizione che merita di essere tramandata. Perché, a volte, la scelta più moderna è proprio quella di riparare ciò che abbiamo invece di sostituirlo.

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