von fpm 20.10.2026 18:00 Uhr

Dame damént (40)

Dialetto, sfumature e tonalità espressive danno alla parola contenuto ed espressività talvolta stimolanti e istigati a quelle scambievolezze che la parlata popolare fornisce…

Immagine IA

I dialetti hanno sempre opposto resistenza all’affermazione della lingua unica e in moltissimi casi restano preferibili alla lingua ufficiale soprattutto nei contesti di scambio domestico e popolare, quelli cioè meno formali, più familiari, caratterizzati da più emozioni, da maggiori coloriture espressive, agganciati maggiormente alla realtà di vita locale. Vale la pena riscoprire parole dimenticate, ormai poco usate o conservate nella sfera familiare… alla scoperta di un’identità che rischia di essere mutata perdendone la sostanza…  si sono evocati non solo oggetti, utensili e arnesi ma anche sfumature, stati d’animo, sensazioni che i luoghi e i ricordi possono risvegliare… e con il dialetto si sono evocati non solo oggetti, utensili e arnesi ma anche sfumature, stati d’animo, sensazioni che i luoghi e i ricordi possono risvegliare, circostanze legate alla memoria tra aneddoti e storielle in un contesto piacevole, divertente, indimenticabile così come incancellabile dovrebbe essere il dialetto che talvolta sa colorare al meglio tempi e fasi della vita… siamo stati in casa, in càneva, in cantina, nei campi e continuiamo a visitare luoghi, spazi e territori della nostra memoria…comprese le ricette trentine, quelle più tradizionali e popolari, leccornie che come il dialetto non potranno sparire mai…

N’altro piat de quei boni l’è le verze rostide co la salsiza… anca sto chi no l’è brigos e tra asiarlo e coserlo se ghe vol n’oreta… Un’altra ricetta buonissima è la verza con la salsiccia, anche questa facilissima da preparare in meno di un’ora.  Se ghe vol en chilo de foie de verza, ‘n èto de formai da gratar, vinti grami de botér, na zigola, tre cuciari de oio, na salsiza, sal e pever masnà. Se fa boier l’acqua salada, se ghe trà dent le foie de verza e se le lasa lì per zinque minuti, po se le scola, se le struca ben ben e se le taia zo fine fine. Servono un chilo di foglie di verza, 100 grammi di grana grattugiato, 20 di burro, una cipolla, 3 cucchiai d’olio evo, una salsiccia, sale e pepe macinato al momento. Si lessano le foglie di verza per 5 minuti in acqua bollente leggermente salata poi si scolano e si strizzano bene e si tagliano a listarelle. Desigual ‘n de na bazina se fa scaldar l’oio col botér, se fa rosolar la zigola e la salsiza sbrisolada po se ghe tra dent le verze, sal e pever masnà e se lasa nar adasi per na mezoreta e star atenti che no le taca zò. Man mano in un tegame di rame si scalda l’olio e il burro e si rosola la salsiccia sbriciolata, si aggiungono le verze, sale e pepe e si cuoce adagio per mezz’oretta facendo attenzione a non annerirle.

Quan che le ciapa en bel color se smòrza el fòc e se ghe méte el formai da gratar, grana trentin. Sto piat l’è ancor pu bon se arent te ghe magni patate rostide, anzi, meio ancor el tortel de patate… Quando le verze prendono colore si spegne il fuoco e si aggiunge il formaggio grana grattugiato. Si gusta al meglio se accompagnate con patate saltate in padella, anzi, meglio ancora con il tortel de patate…  (continua)

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