von fpm 14.10.2026 14:00 Uhr

«Overtourism» in Südtirol

Assalto alle Dolomiti: ora arrivano i sudcoreani

(Immagine IA) elab grafica Flavio Pedrotti Móser

Le file di visitatori sui sentieri di Villnöß, con innumerevoli persone in attesa del tramonto per scattare il selfie perfetto, sono soltanto la manifestazione di un fenomeno che ormai si sta estendendo all’intero territorio. Sempre più spesso, parlando di Südtirol, ricorre il termine «overtourism», una tendenza che si sta prolungando anche durante l’autunno. Il fenomeno non riguarda soltanto il crescente numero di turisti provenienti ormai anche da aree del mondo molto lontane, ma soprattutto la concentrazione dei visitatori in determinati punti di grande richiamo, i cosiddetti hotspot. Molti turisti scoprono celebri scenari montani attraverso le immagini pubblicate dagli influencer sui social media e, una volta sul posto, si mettono a loro volta in posa davanti a specifici scorci paesaggistici per realizzare fotografie simili. È così che, durante l’autunno, sotto i portici di Bozen, accanto ai tradizionali gruppi di turisti provenienti dalla Germania, si incontrano sempre più giovani viaggiatori originari del Sud-est asiatico, arrivati per visitare Südtirol. Tra loro, in particolare, sono sempre più numerosi i sudcoreani.

L’esperto di turismo Kim HyunJin, che vive in Europa da anni, ha spiegato all’agenzia di stampa Ansa le ragioni alla base di questo fenomeno. Secondo l’esperto, destinazioni classiche come Roma, Milano, Napoli e Venezia avrebbero ormai raggiunto un determinato livello di saturazione. «Il pubblico sudcoreano è alla ricerca di perle nascoste», spiega Kim HyunJin. A rafforzare questa tendenza contribuiscono anche i media asiatici. Sia i programmi televisivi tradizionali sia i contenuti diffusi sul web dedicano uno spazio sempre maggiore alle Dolomiti. «Il territorio del Südtirol si è così trasformato in una destinazione di culto», sottolinea Kim HyunJin.

A questo si aggiunge la competizione sui social media: chi visita per primo una destinazione ancora poco conosciuta e condivide immagini esclusive riesce a distinguersi e ad attirare l’attenzione. Questa dinamica sta spostando i flussi turistici anche al di fuori degli itinerari tradizionali. Se da un lato ciò contribuisce a distribuire le presenze in modo più costante durante l’anno, dall’altro provoca problemi sempre più evidenti di sovraffollamento nei piccoli villaggi di montagna e lungo sentieri escursionistici che, fino a poco tempo fa, erano frequentati da un numero molto più limitato di visitatori.

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