von mas 03.10.2026 14:45 Uhr

Housing sociale, Trento guarda a Vienna

Visita-studio a Vienna del Tavolo provinciale per l’economia solidale sui nuovi modelli dell’abitare

Ufficio Stampa PAT

Si è svolta la scorsa settimana una visita studio a Vienna della delegazione trentina, alla quale ha partecipato anche l’assessore provinciale alle politiche per la casa, patrimonio, demanio Simone Marchiori, dedicata a social housing, rigenerazione urbana e nuovi modelli dell’abitare. Un confronto sul campo per conoscere da vicino il modello viennese e raccogliere elementi utili al confronto con la nostra realtà

“In provincia di Trento- ha affermato Marchiori – sono stati compiuti passi importanti per affrontare il tema dell’abitare. Le misure adottate finora hanno permesso di fronteggiare le situazioni più urgenti e di offrire le prime risposte concrete alla crescente domanda di alloggi. La sfida, ora, è trasformare questi interventi in politiche stabili e di lungo periodo, aprendosi al confronto con quanto già sperimentato in altri contesti, anche fuori dai confini nazionali. L’obiettivo è individuare soluzioni e modelli innovativi che possano essere efficacemente adattati alle specificità del Trentino”.

Così l’assessore che ha aderito all’iniziativa organizzata dal Tavolo provinciale per l’economia solidale, con il coinvolgimento di Trentino Social Tank, e che ha riunito rappresentanti della Provincia autonoma di Trento, del Comune di Trento, del mondo cooperativo, dell’architettura, dell’economia solidale, del volontariato e della finanza etica.

Al centro della tre giorni il modello viennese di edilizia sociale e abitativa, considerato un’esperienza di particolare interesse per la capacità di combinare accessibilità economica, qualità urbana e mix sociale. L’obiettivo della visita è stato quello di approfondire non soltanto le modalità di realizzazione degli alloggi, ma l’intero sistema di governo dell’abitare: dalla disponibilità e gestione pubblica dei terreni al ruolo delle cooperative non profit, dalla regolazione del mercato privato agli strumenti urbanistici, fino alla progettazione di quartieri dotati di servizi di prossimità.

Un’attenzione particolare è stata dedicata alla cosiddetta «fascia grigia» della domanda abitativa: persone e famiglie che, pur disponendo di un reddito superiore alle soglie previste per l’accesso all’edilizia sociale tradizionale, incontrano difficoltà a sostenere i costi del mercato privato. Una condizione che pone nuove sfide alle politiche pubbliche e richiede strumenti capaci di ampliare e diversificare l’offerta abitativa.

La visita ha permesso quindi di mettere a confronto approcci diversi e di approfondire il rapporto tra politiche della casa, pianificazione urbana e coesione sociale. Il modello viennese è stato osservato nella sua dimensione concreta, attraverso il ruolo svolto dal Comune e dagli altri soggetti pubblici, dalle cooperative non profit e dai promotori immobiliari, con l’obiettivo di individuare elementi potenzialmente utili anche nel contesto trentino.

Il percorso ha dunque toccato alcuni esempi significativi dell’abitare della capitale federale: Sonnwendviertel, per l’integrazione tra edilizia sovvenzionata, servizi e spazi pubblici; Aspern Seestadt, per la pianificazione urbana e la diversificazione dell’offerta abitativa; il progetto residenziale partecipativo Donaustadt, per l’abitare partecipativo e inclusivo in un’ottica di genere; Sargfabrik, per le esperienze cooperative e comunitarie.

Nella visita il gruppo è stato accompagnato dal professor Michael Obrist, docente alla TU Wien ed esperto di social housing, assieme all’architetto trentino Marco Chisté, che vive e lavora a Vienna e ha messo a disposizione la sua esperienza professionale e la conoscenza diretta della realtà austiaca.

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