von mas 29.09.2026 11:00 Uhr

Commissione Hydro Dolomiti Energia

Audizioni su ambiente, acque e territorio

Diga e bacino di Bissina - Foto Ufficio Stampa PAT

Nuovo passaggio a Palazzo Trentini per la Commissione speciale d’indagine su Hydro Dolomiti Energia (HDE), presieduta da Andrea de Bertolini (PD). L’organismo ha dedicato una densa tornata di audizioni al confronto con le realtà attive nella tutela ambientale, nella pesca e negli sport d’acqua, raccogliendo elementi sul rapporto tra produzione idroelettrica, fruizione dei fiumi ed equilibrio ecologico.

In apertura, i rappresentanti dei pescatori (Unione pescatori, Federazione e le realtà di Alto Chiese, Alto Sarca e Vallagarina) hanno riconosciuto l’esistenza di un dialogo con Dolomiti Energia, evidenziando però forti criticità. Sotto accusa soprattutto le repentine oscillazioni di portata legate alle quotazioni di mercato dell’energia e lo sversamento dei sedimenti durante gli svasi delle dighe (come a Stramentizzo), con il deposito di limo che soffoca gli habitat ittici. Da qui la richiesta di un rispetto rigoroso del deflusso minimo vitale in vista delle future concessioni e di maggiori risorse per la tutela delle acque, guardando al modello del Sudtirolo dove le associazioni beneficiano dei ristori dei bacini imbriferi.

Per il settore turistico sono intervenuti i delegati di Val di Fiemme Outdoor, che hanno segnalato l’impatto negativo delle chiusure improvvise della centrale di Predazzo sull’offerta sportiva valligiana. Gli operatori hanno chiesto di ripristinare un tavolo di coordinamento con HDE per conoscere in anticipo le variazioni di portata, garantendo così sicurezza e continuità alle attività all’aria aperta.

Il profilo scientifico è stato approfondito da Giuliano Trentini, presidente del Centro la riqualificazione fluviale (CIRF), che ha illustrato le conseguenze ecologiche degli sbarramenti su corsi d’acqua come Sarca e Noce: dalla frammentazione biologica al restringimento degli alvei a causa della ridotta portata, invitando a cercare un compromesso strutturale tra resa energetica e mitigazione ambientale.

A chiudere la seduta sono stati Tommaso Bonazza (Comitato per la difesa delle acque) e l’ecologo Bruno Maiolini. Oltre al nodo dei cambiamenti climatici e all’impatto dei piccoli impianti, l’attenzione si è concentrata sull’hydropeaking, che altera drasticamente portata e temperatura delle acque; tra le soluzioni prospettate, la creazione di bacini di compensazione a valle e una gestione separata dei flussi. Bonazza ha inoltre auspicato una maggiore autonomia per l’APPA, la gestione pubblica degli impianti e la destinazione di una quota degli utili idroelettrici alla rinaturalizzazione dei torrenti

Jetzt
,
oder
oder mit versenden.

Es gibt neue Nachrichten auf der Startseite