1° ottobre – Giornata internazionale delle persone anziane

La ricorrenza è stata istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1990 e celebrata per la prima volta il 1° ottobre 1991. L’allungamento della vita media rappresenta una delle grandi trasformazioni demografiche del nostro tempo. Vivere più a lungo significa però anche affrontare nuove esigenze legate alla salute, all’assistenza, alla solitudine, alla sicurezza economica e alla partecipazione alla vita sociale. La Giornata invita a considerare l’invecchiamento non soltanto come una questione assistenziale, ma anche come una fase della vita nella quale le persone possono continuare a offrire esperienza, competenze, memoria e partecipazione alla comunità. Gli anziani sono spesso i custodi della memoria familiare e collettiva. Attraverso racconti, fotografie, documenti, tradizioni e testimonianze personali possono trasmettere alle generazioni più giovani aspetti della storia locale che difficilmente si trovano nei libri.
Nei paesi alpini, per esempio, la memoria degli anziani conserva spesso conoscenze legate alla vita contadina, ai mestieri tradizionali, ai dialetti, alle feste popolari e al rapporto con la montagna. Uno degli aspetti maggiormente discussi in occasione di questa giornata è la solitudine degli anziani. La perdita del coniuge, la lontananza dei familiari, la riduzione delle relazioni sociali e le difficoltà di mobilità possono aumentare il rischio di isolamento. Per questo assumono particolare importanza i centri anziani, le associazioni, il volontariato, le attività culturali e sportive e tutte quelle iniziative che permettono alle persone di mantenere relazioni e autonomia. La Giornata internazionale delle persone anziane vuole anche sottolineare l’importanza dell’invecchiamento attivo: continuare, quando possibile, a partecipare alla vita della comunità, coltivare interessi, imparare nuove competenze e mantenere rapporti con persone di generazioni differenti.
Un esempio particolarmente significativo è il rapporto tra nonni e nipoti, attraverso il quale possono avvenire scambi in entrambe le direzioni: gli anziani trasmettono memoria ed esperienza, mentre i giovani possono aiutarli a conoscere nuove tecnologie e nuovi strumenti di comunicazione. Il 1° ottobre non riguarda quindi soltanto gli anziani. È una giornata che invita a riflettere sul rapporto tra le generazioni e sul tipo di società che vogliamo costruire per una popolazione destinata a vivere sempre più a lungo. In fondo, l’invecchiamento è un percorso che riguarda tutti: la società che oggi costruisce per i suoi anziani sarà la società nella quale domani invecchieranno le generazioni di oggi.
Come cantava il grande Aznavour: Hier encore, j’avais vingt ans / Je caressais le temps, et jouais de la vie / Comme on joue de l’amour, et je vivais la nuit / Sans compter sur mes jours, qui fuyaient dans le temps / J’ai fait tant de projets, qui sont restés en l’air / J’ai fondé tant d’espoirs, qui se sont envolés / Que je reste perdu, ne sachant où aller / Les yeux cherchant le ciel, mais le cœur mis en terre…
Appena ieri avevo vent’anni Accarezzavo il tempo e giocavo con la vita Come si gioca con l’amore, e vivevo di notte Senza tener conto dei miei giorni, che fuggivano coll tempo Ho fatto tanti progetti, che sono rimasti nell’aria Ho fondato tante speranze, che sono volate via E rimango perso, senza sapere dove andare Gli occhi che cercano il cielo, ma il cuore piantato a terra…






