von mas 09.09.2026 18:30 Uhr

Ottant’anni di Autonomia

«80° dell’Autonomia! E le „inesattezze“ date da bere al popolo ignorante (che ignora) il 5 settembre!» – scrive Giuseppe Matuella in una nota trasmessa alla redazione di UT24. Ecco alcuni spezzoni di una lettera di Renato Mazzoni, questore di Bolzano dal 1947 al 1957, in risposta a una richiesta di informazioni del ministro degli Interni italiano Fernando Tambroni riguardo all’esplosiva situazione nel Sudtirolo (estratti dal mio ultimo libro «Le mani sul Tirolo – Hände auf Tirol»).

Penso che il tutto sia derivato da una grave carenza culturale, quindi miopia politica della classe dirigente trentina, la quale non avendo capito quale strumento prima culturale e poi amministrativo per una pacifica convivenza in Regione fosse lo Statuto di Autonomia, ha perso un’occasione storica per dimostrare all’Europa la possibilità di una libera, civile, democratica convivenza fra due gruppi etnici, in un ambito territoriale definito.

Altrettanto anticulturale il considerare decadente folclore ogni manifestazione della vita sudtirolese, rifiutandosi di comprendere come la etnicità non sia soltanto lingua ma anche dialetto, usi, costumi, tradizioni, quindi tutto quello che ci giunge dal passato.

Il definire “civiltà della Stube” tale tipo di etnicità dimostra solo arroganza e demagogica contrapposizione di una presunta superiorità della civiltà latina nei confronti di ogni altra differente manifestazione di vita. Il sistematico rifiuto alla comprensione, ignoranza della lingua tedesca da parte di uomini politici, magistrati, alti funzionari dello Stato, ha creato una impenetrabile barriera alla comprensione delle esigenze etniche del gruppo minoritario.

(…)

In questa sua opera anticulturale e antistorica la classe dirigente trentina ha trovato potenti alleati nei circoli nazionalisti alto-atesini, annidati in tutti i partiti e con particolare potenza nella Democrazia Cristiana, e nell’apparato burocratico dello Stato, ad ogni livello a Roma come a Bolzano.

La pretesa da parte della classe politica trentina di metter sotto tutela il gruppo etnico italiano in funzione anti-tedesca e per una rivalsa prettamente provincialistica, quale riparazione di presunti torti subiti nel ventennio, ha ulteriormente aggravato la situazione. Parlare del gruppo etnico italiano in Alto Adige in termini di minoranza etnica è, prima di essere un’eresia linguistica, un errore politico, in quanto gli italiani dell’Alto Adige sono parte integrante della nazione italiana.  Il compito della loro tutela risiede nel presidio delle leggi dello Stato e non da parte della maggioranza italiana della provincia di Trento.

Altro errore di aver personalizzato la Regione “La Regione si chiama Odorizzi”, mentre era facile capire che la Regione è un complesso umano, prima che legislativo, fatto di storia, di tradizioni, di comuni sventure, e, in una parola, del retaggio dei nostri padri.

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