Accordo di Parigi, dopo la festa … rimane il mal di testa!

Molte questioni ereditate dal passato restano a tutt’oggi irrisolte: i toponimi fascisti, il Commissariato del Governo e la gestione dei monumenti di epoca fascista. Manca inoltre una sincera rielaborazione storica da parte italiana sulle vicende del Sudtirolo, in particolare sugli eventi degli anni Sessanta. «Come può funzionare la riconciliazione se la storia non viene affrontata con onestà? La storia non si cancella con un restauro», sottolinea Lang.
Anche sulla riforma dello Statuto di Autonomia è necessario vigilare attentamente. Il criterio di residenza, la rappresentanza del gruppo linguistico italiano nelle giunte comunali e l’uso della denominazione «Alto Adige» destano altrettanta preoccupazione, così come la mancata parificazione della lingua tedesca nei foglietti illustrativi dei farmaci e nelle etichette alimentari. «È inaccettabile che il tedesco sia lingua ufficiale sulla carta, ma continui a essere degradato a lingua di serie B nella vita quotidiana», incalza il Südtiroler Heimatbund. In un autentico spirito filo-europeo, inoltre, anche l’Austria dovrebbe finalmente concedere la possibilità di riacquisire la cittadinanza austriaca perduta nel 1920.
Il Südtiroler Heimatbund mette in guardia anche dalle conseguenze dei flussi migratori per la minoranza sudtirolese: «A che serve la migliore tutela se rischiamo di diventare minoranza a casa nostra?».
Al tempo stesso non manca l’autocritica: «Quante volte passiamo noi stessi all’italiano solo per fare prima? Se siamo noi i primi a rinunciare alla nostra madrelingua, non possiamo poi lamentarci».
Servono maggiore coraggio civico e attaccamento alle proprie radici: «Quando ogni cosa viene subordinata al guadagno facile, una terra finisce per smarrire la propria anima». Lang richiama a questo proposito il monito lanciato da Silvius Magnago nel 1971: «Il Pacchetto rafforza la nostra posizione. Ciononostante potrebbe rappresentare un grave pericolo: il pericolo dell’indolenza e del decadimento morale».
A 108 anni dallo smembramento del Tirolo e a 80 dall’Accordo di Parigi, il vero nodo resta cruciale: «Siamo e vogliamo ancora essere sudtirolesi?». La risposta è una sola: «L’Autonomia può aiutarci a preservare lingua, storia e identità. Ma la volontà di farlo non può regalarcela nessuno», conclude Lang.






