von mas 03.09.2026 10:10 Uhr

Preti sempre meno, comunità sempre più grandi

. La fatica del ministero e la sfida di una Chiesa corresponsabile – Apertura al diaconato femminile

Foto Diocesi Trento

La crisi numerica del clero trentino
Tra il 1998 e l’agosto 2026 i sacerdoti diocesani in Trentino sono scesi da 536 a 215 e i parroci da 317 a 76, a fronte di parrocchie rimaste pressoché invariate (da 456 a 450). Oggi appena nove sacerdoti arrivano a coprire 138 parrocchie, rendendo il modello tradizionale insostenibile.

 

Il fattore umano e l’isolamento
I recenti lutti e il carico pastorale hanno riaperto il dibattito sulla salute e la solitudine dei preti. Don Tiziano Telch (rettore del Seminario e vicario episcopale per il clero) ricorda che il sacerdote è prima di tutto un uomo: la dispersione tra decine di contesti diversi toglie spazio al riposo e al recupero psicofisico. Pause, anni sabbatici o supporti psicologici non devono più essere considerati tabù o sintomi di „crisi“, ma necessità legittime.

 

La figura del „multiparroco“ e la corresponsabilità
Don Celestino Riz, che segue 22 parrocchie tra Giudicarie e Rendena, ribadisce che non si può pretendere di replicare l’operatività del passato. La via d’uscita risiede nella sinodalità e nel dare reale potere decisionale ai laici, non limitandosi a delegare mansioni secondarie. Riz si dice inoltre aperto al diaconato femminile, pur riconoscendone i nodi culturali e organizzativi.

Riorganizzazione delle comunità: i „fuochi eucaristici“
La Diocesi, guidata dall’arcivescovo Lauro Tisi, punta a una revisione profonda della presenza sul territorio: con il progetto dei „fuochi eucaristici“, le Messe festive saranno ridotte e concentrate, chiedendo ai fedeli di spostarsi. La sfida non è solo gestire la carenza numerica, ma trasformare le parrocchie in comunità mature capaci di condividere le responsabilità e tutelare l’umanità del sacerdote.

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