Brixen scopre l’Asia: arrivi triplicati in due anni

Brixen guarda sempre più a Oriente. Nei primi sette mesi dell’anno sono arrivati in città circa 8.500 turisti dall’Asia. Quasi il triplo rispetto allo stesso periodo del 2024. E non sono solo gli arrivi a crescere: i pernottamenti sono aumentati dell’80 per cento. A spingere il dato sono soprattutto gli ospiti provenienti da Corea del Sud, Taiwan, Cina e Giappone. Un mercato ancora piccolo, se confrontato con quelli tradizionali, ma in forte espansione. Il confronto è netto. Nello stesso periodo, dalla Germania, dall’Austria, dalla Svizzera e dall’Italia sono arrivati complessivamente circa 130.000 ospiti. Il turismo asiatico resta quindi una componente minoritaria, ma è quella che registra la dinamica di crescita più evidente.
Il bilancio generale della stagione è positivo. Nei primi sette mesi dell’anno Brixen ha registrato circa il 3 per cento di arrivi in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Ma sui numeri asiatici serve prudenza. Werner Zanotti, direttore di Brixen Tourismus, invita a non lasciarsi condizionare dalle sole percentuali. La crescita è infatti calcolata partendo da una base ancora relativamente contenuta. Per molti visitatori asiatici, quindi, la città diventa una tappa di un viaggio più ampio, che può comprendere anche mete come Firenze, Roma o le Dolomiti.
Per ora, l’arrivo di nuovi visitatori dall’Asia non sembra comunque aver modificato radicalmente il volto turistico di Brixen. Il nuovo mercato si aggiunge soprattutto a quelli tradizionali, ampliando la platea internazionale della città senza sostituire i flussi provenienti dai principali Paesi europei. Un segnale, però, appare già evidente: Brixen sta entrando sempre più stabilmente nelle rotte del turismo internazionale a lungo raggio.






