von fpm 06.09.2026 18:00 Uhr

Lo schiaffo “tolomeico” (147)

Continua con Flavio Pedrotti Móser l’excursus sull’italianizzazione a sud del Brenner che con il fascismo minava l’identità culturale.

elaborazione grafica Flavio Pedrotti Móser

La rubrica dedicata alla patologia di Ettore Tolomei, l’artefice della modifica dei toponimi tedeschi nei 116 Comuni südtirolesi e della quasi totalità della micro-toponomastica, prende avvio dall’annessione del Tirolo storico al Regno d’Italia dopo la Prima guerra mondiale quando vennero a crearsi i presupposti per una radicale politica di italianizzazione dopo la presa di potere fascista. I fascisti, con lo scopo dell’estraniazione culturale e sociale della popolazione autoctona, vietarono l’utilizzo della toponomastica tedesca. Fu così che nacquero neologismi per così dire bislacchi partoriti da menti malsane, corrose dal fanatismo italico che voleva soggiogare la popolazione tirolese cominciando dall’identità culturale. Il Tolomei redasse un elenco dei cognomi del Südtirol per restituire, secondo il suo punto di vista, una appartenenza “italica” con talvolta stramberie e stravaganze davvero parossistiche e anche evidenti scappatoie esilaranti, palesi scalate su specchi scivolosi.

Il cognome Pflug è un cognome tedesco di origine molto antica e significa “aratro”. Che ti combina il “nostro”? Non ci pensa due volte e lo italianizza in Aratri!  Pfraumer ha una pista etimologica abbastanza precisa e sembra avere un forte legame con il Tirolo storico e con l’area di Kaltern, Tramin e Überetsch. La spiegazione più accreditata collega Pfraumer alla parola tedesca Pflaume, cioè “prugna”. Indovinate un po’? Ecco l’italico BrugnaraPichler è uno dei cognomi più caratteristici dell’area tirolese e la radice del cognome è Pichl, variante dialettale meridionale del tedesco Bühel/Bühl, termine che indica una collina, altura, piccolo rilievo. Prontissimo e puntuale l’Ettore: Daldosso, Dal colle, Colli… Pichler compare nei registri degli Erbhöfe, cioè delle antiche aziende agricole ereditarie del Tirolo. Un esempio è Pichler Albert, associato al maso Geiler di Nikolsdorf, nel Tirolo orientale. Pider appartiene al patrimonio onomastico dell’area ladina-pusterese. Il significato letterale rimane da chiarire ma Tolomei lo trasforma in Leali, Onesti. Piffrader è fortemente legato al Tirolo storico e al territorio sudtirolese. La documentazione storica mostra Piffrader nella zona di Mühlwald, mentre fonti biografiche ci portano anche verso Klausen. Anche se la somiglianza con Piffer/Pfeifer è evidente, non si può dimostrare che significhi “suonatore di piffero” ma probabilmente deriva da un antico toponimo, maso o nome personale. La bizzarria di Tolomei lo apostrofa con Peraforada o Pietraforata che si aggiungono alla lista dei cognomi inesistenti in Italia.

Piger è un cognome enigmatico. La sua attestazione già nel 1427 nel Tirolo dice che era già utilizzato come denominazione familiare/personale. Demoralizzato Tolomei lo liquida con Pigri. Meglio non commentare.

Pilser, cognome di area tirolese e sudtirolese pare collegarsi a Pilger, cioè “pellegrino”. Pilser era presente in Südtirol già nell’Ottocento, nell’area di Ulten–Meran–Schenna. La presenza di Pulsen ad Ulten fa presagire la sua italianizzazione in Pulsi ma non quella in Pinamonti, entrambe scelte dal nostro… (continua)

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