von fpm 30.08.2026 18:00 Uhr

Lo schiaffo “tolomeico” (146)

Continua con Flavio Pedrotti Móser l’excursus sull’italianizzazione a sud del Brenner che con il fascismo minava l’identità culturale.

Elaborazione grafica Flavio Pedrotti Móser

La rubrica dedicata alla patologia di Ettore Tolomei, l’artefice della modifica dei toponimi tedeschi nei 116 Comuni südtirolesi e della quasi totalità della micro-toponomastica, prende avvio dall’annessione del Tirolo storico al Regno d’Italia dopo la Prima guerra mondiale quando vennero a crearsi i presupposti per una radicale politica di italianizzazione dopo la presa di potere fascista. I fascisti, con lo scopo dell’estraniazione culturale e sociale della popolazione autoctona, vietarono l’utilizzo della toponomastica tedesca. Fu così che nacquero neologismi per così dire bislacchi partoriti da menti malsane, corrose dal fanatismo italico che voleva soggiogare la popolazione tirolese cominciando dall’identità culturale. Il Tolomei redasse un elenco dei cognomi del Südtirol per restituire, secondo il suo punto di vista, una appartenenza “italica” con talvolta stramberie e stravaganze davvero parossistiche e anche evidenti scappatoie esilaranti, palesi scalate su specchi scivolosi.

Pfaifer (anche Pfeifer, Pfeifhofer) è attestato storicamente nell’area di Innichen e della Pustertal. La pista etimologica più probabile collega Pfaifer al tedesco Pfeifer, letteralmente: “suonatore di piffero / flautista”. Da Pfeife, «fischietto, piffero, strumento a fiato», e Pfeifer era quindi originariamente una persona che suonava il piffero o un altro strumento a fiato. Nel Medioevo e nella prima età moderna un Pfeifer poteva essere un musicista, un suonatore itinerante oppure un musicista al servizio di un’autorità civile o militare. Da un soprannome professionale di questo tipo poteva poi formarsi il cognome ereditario. Per Tolomei, semplicemente Piva o Dallapiva. Pfanzelter è molto raro. Il repertorio dei cognomi del Tiroler Landesarchiv la attesta in diverse località del Tirolo storico, tra cui Feldkirch, Hall, Innsbruck e Lorüns. Lo stesso repertorio registra anche la forma più breve Pfanzelt. Per Pfanzelter esiste una spiegazione etimologica molto interessante riportata in un repertorio di cognomi tedeschi: viene classificato come nome professionale bavarese, collegato al medio alto tedesco phanzl/phan­zelte, indicato con il significato di “Pfannkuchen”, cioè frittella, focaccia o dolce cotto in padella. Il cognome avrebbe quindi potuto designare originariamente chi preparava o vendeva questo tipo di alimento. Bizzarra l’interpretazione tolomeica: Fogazzaro.

Per Pfatner/Pfattner attestato in particolare nella Sarntal, pare che il cognome sia nato come nome di provenienza o di maso, piuttosto che come cognome professionale. Una documentazione genealogica disponibile segnala Pfattner a Durnholz nel comune di Sarntal, già nelle generazioni storiche. La concentrazione principale del cognome è però indicata a Latzfons, nella vicina Eisacktal. Potrebbe derivare da Pfatten, “Vadena” ed è proprio questo il cognome italianizzato proposto da Tolomei.

Pfitscher è particolarmente interessante perché, a differenza di molti cognomi sudtirolesi che hanno un’origine professionale, presenta una fortissima componente toponimica. La pista conduce a Pfitsch, nella Wipptal. Per questo fu modificato in Vizze o Da Vizze. (continua)

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