L’arte gotica in Tirol, Südtirol, Welschtirol (40)

La chiesa di San Lorenzo a Dimaro, in Val di Sole, rappresenta uno degli edifici religiosi di maggiore interesse della valle, soprattutto per la presenza di importanti testimonianze pittoriche risalenti al Quattrocento. Le origini della chiesa sono molto antiche. Nel presbiterio è conservato un frammento di affresco, probabilmente di epoca carolingia, che venne reimpiegato nella costruzione successiva. La sua presenza lascia ipotizzare che nell’area esistesse già una realtà religiosa intorno al IX secolo. La chiesa è comunque documentata con certezza a partire dal 1264. L’edificio medievale fu completamente ricostruito nel XV secolo. I lavori vennero eseguiti da maestranze lombarde guidate da Adamo da Laino d’Intelvi, esponente di quelle squadre di costruttori itineranti lombardi che ebbero un ruolo significativo nello sviluppo dell’architettura religiosa del Trentino. Un momento fondamentale per la storia artistica della chiesa si colloca nel 1488, quando Giovanni e Battista Baschenis, pittori itineranti provenienti dall’area bergamasca, realizzarono il ciclo di affreschi che decora il presbiterio e l’abside. La chiesa, insieme al suo altare maggiore, venne consacrata il 14 ottobre 1497. Nei primi decenni del Cinquecento l’edificio fu interessato da ulteriori lavori di ampliamento. La data 1516, incisa sulla chiave della volta, viene tradizionalmente associata alla conclusione di questa fase costruttiva. Come accadde in numerose chiese alpine, anche gli affreschi quattrocenteschi furono successivamente nascosti. Nel corso del Seicento vennero infatti imbiancati, perdendo così la loro visibilità . Furono riscoperti solamente nel 1931, durante alcuni lavori di manutenzione, e in seguito sottoposti a interventi di restauro con il contributo della Soprintendenza.
Nel corso del Novecento la chiesa fu interessata da ulteriori trasformazioni e interventi conservativi. Tra questi si ricorda l’allungamento della navata, realizzato attraverso l’aggiunta di una campata nel 1957-1958, oltre a importanti lavori di conservazione svolti tra il 1985 e il 1993 e successivamente tra il 2008 e il 2012. L’aspetto attuale di San Lorenzo è caratterizzato soprattutto da un linguaggio tardo gotico alpino, nel quale sono evidenti le influenze dell’architettura lombarda del Quattrocento. L’interno presenta una navata unica, articolata in campate mediante semipilastri sui quali si sviluppa una particolare volta reticolata. Il presbiterio, leggermente rialzato rispetto alla navata, termina con un’abside di forma poligonale. Particolarmente caratteristico è il campanile, addossato al lato settentrionale dell’edificio. La cella campanaria è composta da due ordini sovrapposti di bifore ed è conclusa da una cuspide poligonale. Il campanile costituisce uno degli elementi che conservano più chiaramente l’impronta della costruzione tardomedievale. La facciata attuale risulta più bassa rispetto al corpo della navata e presenta un profilo a due spioventi. Al centro si trova l’antico portale in pietra, leggermente strombato e sormontato da una lunetta; al di sopra si apre una finestra circolare.
Il principale patrimonio artistico della chiesa è rappresentato dagli affreschi realizzati dai Baschenis nel 1488. La loro presenza collega San Lorenzo alla grande tradizione della pittura itinerante lombardo-trentina del Quattrocento. I pittori appartenenti a questa tradizione percorrevano le valli alpine dedicandosi alla decorazione di chiese e cappelle. I loro cicli pittorici erano pensati per essere facilmente comprensibili dalla popolazione e comprendevano scene della vita di Cristo, figure di santi, episodi sacri e immagini devozionali. Pur mantenendo un forte legame con la tradizione gotica, la loro pittura mostra una crescente attenzione alla dimensione narrativa e alla caratterizzazione dei personaggi. A Dimaro questo patrimonio assume un valore ancora maggiore per la particolare vicenda degli affreschi, rimasti nascosti per secoli sotto la calce e successivamente riportati alla luce.
La chiesa di San Lorenzo permette quindi di ripercorrere secoli di storia della Val di Sole: dalle possibili origini altomedievali alla grande stagione gotica del Quattrocento, dalla decorazione pittorica dei Baschenis alle trasformazioni e agli interventi di conservazione dell’età moderna e contemporanea. Il suo interesse risiede soprattutto nell’incontro tra cultura alpina trentina e tradizione artistica lombarda, testimoniato sia dalle maestranze guidate da Adamo da Laino d’Intelvi sia dall’opera dei Baschenis. L’edificio costituisce così una significativa testimonianza della circolazione di artisti, artigiani e modelli culturali attraverso le valli alpine. (continua)






