Concerto per la pace con la Haydn

. L’Orchestra Haydn, guidata dal direttore iraniano Hossein Pishkar, tra i nomi più interessanti della scena internazionale, propone un programma dal forte valore simbolico tra epoche, paesi e sensibilità differenti.
Al centro della serata sarà l’Adagio for Strings di Samuel Barber, una delle pagine più celebri e toccanti del Novecento musicale. Composto nel 1936 e dedicato dallo stesso Barber ai suoi zii Louise e Sidney Homer, il brano divenne celebre dopo essere stato diretto da Arturo Toscanini nella sua prima esecuzione radiofonica, il 5 novembre 1938. La sua intensa forza espressiva ne ha fatto, nel corso del tempo, una delle pagine più riconoscibili della musica americana, spesso associata ai momenti di lutto e commemorazione.
La serata proseguirà con il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 di Dmitrij Šostakovič, composto nel 1957 per il figlio Maksim in occasione del suo esame di diploma. Un’opera sorprendentemente luminosa e vitale, caratterizzata da un dialogo continuo tra pianoforte e orchestra. Accanto alla serenità dell’Andante, il Concerto offre pagine brillanti e giocose, fino al travolgente Allegro finale, nel quale il compositore inserì persino riferimenti agli esercizi tecnici di Hanon che il figlio era chiamato a studiare. Un’opera che, dietro il carattere festoso e familiare, sembra riflettere anche il clima di rinnovata speranza seguito alla fine dello stalinismo. Solista sarà il giovanissimo talento cinese Yifan Wu, vincitore del prestigioso Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni nel 2025 e già stella del pianoforte.
Completerà il programma la Serenata n. 1 in re maggiore op. 11 di Johannes Brahms, una delle prime opere sinfoniche del compositore. Nata inizialmente come composizione da camera e successivamente ampliata per orchestra, la Serenata fu eseguita nella sua versione definitiva ad Hannover il 3 marzo 1860, sotto la direzione di Joseph Joachim. È una pagina che conserva il carattere sereno degli anni trascorsi da Brahms a Detmold e, nello stesso tempo, testimonia il progressivo affermarsi della sua personalità artistica, nel dialogo con i grandi maestri della tradizione classica viennese, da Haydn e Mozart a Beethoven e Schubert.






