Sul Sentiero dell’Immaginario di Lusern: Hèkse

Si tratta di antichi racconti che narrano di un tempo in cui queste figure “sovrannaturali”, le Hèkse, vivevano all’interno della comunità, a stretto contatto con le persone. Erano generalmente donne molto belle e attraenti, madri affettuose e compagne irreprensibili. Possedevano abilità e poteri ai quali i “comuni mortali” non potevano accedere. Conoscevano i segreti della natura, facevano largo uso delle piante medicinali ed erano quindi in grado di praticare attività legate alla medicina e alla preparazione dei rimedi. Il loro potere più grande, tuttavia, era quello di condizionare il tempo atmosferico. Nelle antiche narrazioni, le Hèkse erano figure dotate di conoscenze e capacità fuori dal comune. Il loro rapporto con la natura era particolarmente stretto e potevano intervenire su ciò che maggiormente condizionava la vita di una comunità montana: il tempo atmosferico. Ed era proprio il tempo atmosferico a poter decidere le sorti di un’intera comunità. Una violenta grandinata, ad esempio, nel periodo in cui i cereali erano ormai maturi poteva distruggere il raccolto, lasciando la popolazione senza farina per l’inverno e condannandola così alla fame e alla carestia. Per una popolazione che viveva di agricoltura e allevamento, il tempo non era un semplice fenomeno naturale. Per questo la capacità di provocare o fermare un temporale diventava, nelle leggende, uno dei poteri più temuti delle Hèkse.
Nella tradizione cimbra compaiono anche elementi che richiamano l’origine pagana delle streghe. Come i personaggi del popolo fatato delle tradizioni celtiche e germaniche, esse vengono talvolta descritte mentre rapiscono e sostituiscono neonati e bambini. Un aspetto particolarmente interessante della tradizione è la trasformazione della figura femminile nel corso del tempo. Le donne che conoscevano le erbe, i rimedi e i segreti della natura potevano essere considerate depositarie di un sapere prezioso; nelle narrazioni successive, però, lo stesso sapere poteva diventare motivo di sospetto. Così la donna sapiente si trasforma progressivamente nella strega, una presenza ambigua e inquietante che vive ai margini della comunità, nei boschi, nelle grotte o in luoghi difficili da raggiungere.
Questo tema si inserisce in un patrimonio cimbro molto più ampio, popolato da creature dei boschi, esseri soprannaturali e personaggi legati alla mitologia germanica precristiana. Il bosco rappresenta uno degli spazi fondamentali dell’immaginario di Lusern. Non è soltanto un luogo fisico, ma una sorta di confine tra il mondo degli uomini e quello misterioso delle creature leggendarie. Non sorprende quindi che proprio boschi, anfratti rocciosi, grotte e corsi d’acqua siano protagonisti delle storie cimbre. Il territorio stesso diventa parte della leggenda: una roccia, una grotta o un rumore nel bosco possono assumere un significato soprannaturale.
Anche le antiche leggende cimbre risentono della cosiddetta “caccia alle streghe”. È in questo contesto che queste figure leggendarie cambiano progressivamente volto nell’immaginario collettivo: da donne inserite nella comunità e depositarie di conoscenze antiche diventano personaggi essenzialmente malefici e mostruosi, relegati nel buio dei boschi e delle grotte. Da quel momento, secondo la tradizione, saranno le campane del paese e la figura del prete a proteggere gli abitanti e ad allontanare le streghe ogniqualvolta queste minacceranno la comunità o tenteranno di provocare il brutto tempo.
Oggi le Hekse non appartengono soltanto al passato: fanno parte del patrimonio culturale e narrativo di Lusérn. Il Sentiero Cimbro dell’Immaginario, lungo circa 6,6 km, porta proprio alla scoperta di antiche leggende attraverso sculture lignee che rappresentano i personaggi dell’immaginario popolare. Le Hekse, quindi, possono essere lette non soltanto come “streghe”, ma come memoria di un antico modo di interpretare il mondo: un mondo nel quale il temporale aveva una volontà, il bosco nascondeva presenze misteriose, la nascita di un bambino poteva essere annunciata dal tuono e le persone cercavano di dare un significato a ciò che non riuscivano a spiegare.
Ed è forse questo l’aspetto più affascinante delle Hekse di Lusérn: non rappresentano soltanto la paura della magia, ma il ricordo di una comunità che viveva in un rapporto strettissimo con la montagna, con il bosco e con i fenomeni della natura.






