von fpm 15.08.2026 13:00 Uhr

Sul sentiero dell’Immaginario di Lusern: la figura di Jakl Hoal

Jakl Hoal è una delle figure più inquietanti dell’immaginario tradizionale cimbro, soprattutto legato a Lusérn. È generalmente descritto come il “cacciatore selvaggio”, una figura demoniaca che richiama la Caccia selvaggia presente in molte tradizioni dell’Europa germanica

Foto ed elab grafica Flavio Pedrotti Móser

Secondo la tradizione cimbra, l’arrivo di Jakl Hoal non si vedeva, ma si sentiva: prima ancora che apparisse, si udiva il terribile scalpitio degli zoccoli provenire da nord. Jakl Hoal attraversava la notte accompagnato da una schiera selvaggia, simile a una compagnia di cacciatori soprannaturali impegnati in una furiosa battuta di caccia. Per questo motivo la sua figura è stata associata alla “tregenda”, cioè alla Caccia selvaggia: una processione notturna di esseri soprannaturali che attraversano il cielo o la terra, portando con sé paura, caos e distruzione. Nell’immaginario cimbro, tuttavia, Jakl Hoal si distingue dall’orco: non è semplicemente un mostro divoratore di uomini, ma soprattutto una figura legata alla Caccia selvaggia e al mondo demoniaco. Una delle leggende più conosciute racconta la storia di una donna molto povera, che non aveva quasi nulla da mangiare e da bere. Un giorno venne a sapere che, dall’altra parte della valle, nella zona della Gras-laita, viveva Jakl Hoal e che possedeva ogni sorta di ricchezza e abbondanza. Desiderando migliorare la propria condizione, una sera la donna uscì sulla porta di casa e lo invocò, chiedendogli di donarle un po’ di quella ricchezza. Dopodiché rientrò in casa e andò a dormire. La mattina seguente, però, davanti alla porta trovò qualcosa di orribile e inquietante: una “mezza femmina” appesa alla porta di casa. Terrorizzata, la donna non sapeva come comportarsi e decise quindi di rivolgersi al prete di Lavarone per chiedere aiuto.

Il sacerdote le spiegò come fare per liberarsi del terribile dono di Jakl Hoal. Al calare della notte avrebbe dovuto mettere il cane in cucina, il gatto sul focolare e la scopa dietro la porta. Avrebbe poi dovuto invocare nuovamente Jakl Hoal e ordinargli di riprendersi ciò che aveva portato. Infine, avrebbe dovuto rimanere sveglia per tutta la notte, pregando e ascoltando. La donna seguì attentamente le indicazioni del sacerdote. Durante la notte percepì nuovamente la presenza e il passaggio di Jakl Hoal, ma il mattino seguente il terribile dono era scomparso. La paura provata fu così grande che la donna giurò di non invocarlo mai più per il resto della sua vita. La storia mostra l’incontro tra le antiche credenze cimbre e la tradizione cristiana. Jakl Hoal appartiene a un universo folklorico molto antico, popolato da esseri soprannaturali, spiriti del bosco e figure demoniache. Nella leggenda di Luserna, però, il pericolo viene affrontato attraverso la figura del prete, la preghiera e alcuni simboli legati alla casa cristiana.

Anche altri personaggi dell’immaginario cimbro sono collegati a Jakl Hoal. Tra questi ci sono le Selegen Baibla, le “Donnine Beate”, creature femminili associate alle fonti d’acqua e alla conoscenza delle erbe. Secondo la tradizione, esse erano spesso vittime di Jakl Hoal, che le perseguitava e arrivava persino a divorarle. Jakl Hoal è il cacciatore selvaggio della tradizione cimbra: una presenza notturna annunciata dal rumore degli zoccoli, accompagnata da una schiera selvaggia e associata alla paura, alla morte e al mondo soprannaturale. La sua leggenda conserva probabilmente elementi molto antichi dell’immaginario germanico, che nel corso del tempo si sono intrecciati con la cultura cristiana delle comunità cimbre.

Ancora oggi Jakl Hoal è considerato uno dei personaggi più inquietanti della cultura cimbra ed è rappresentato nel Sentiero dell’Immaginario di Lusern, dedicato alle leggende e ai personaggi della tradizione locale.

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