Il 13 agosto si celebra la Giornata internazionale dei mancini

Una volta erano corretti a forza, oggi sono protagonisti di una giornata internazionale. Il 13 agosto celebra quel 10% circa della popolazione che usa prevalentemente la mano sinistra. Tra pregiudizi del passato, forbici impossibili da usare e sorprendenti scoperte della genetica, essere mancini racconta molto anche di come è fatto il nostro cervello. Ci sono gesti che facciamo senza pensarci. Impugnare una penna, usare le forbici, aprire una lattina, prendere una racchetta. Per la maggior parte delle persone sono azioni automatiche. Ma basta cambiare mano perché un gesto apparentemente banale possa trasformarsi in una piccola sfida quotidiana. È quello che sanno bene i mancini, una minoranza che rappresenta circa il 10% della popolazione mondiale. E proprio a loro è dedicato il 13 agosto, Giornata internazionale dei mancini. La ricorrenza è stata lanciata nel 1992 dal Left-Handers Club, con l’obiettivo di far conoscere vantaggi e difficoltà legati all’uso della mano sinistra e, soprattutto, di sensibilizzare su un mondo costruito in larga parte secondo le esigenze dei destrimani. Ma dietro una giornata apparentemente curiosa c’è una storia fatta anche di pregiudizi, incomprensioni e cambiamenti culturali. E ci sono almeno dieci curiosità che vale la pena conoscere.
Una volta essere mancini era considerato un problema. Per secoli la mano sinistra è stata circondata da associazioni negative. In alcune culture era considerata inadatta, impura o addirittura legata alla sfortuna. Anche a scuola il pregiudizio è durato a lungo: molti bambini mancini venivano incoraggiati, e talvolta costretti, a imparare a scrivere con la destra. Oggi questa pratica è fortemente superata, ma ha lasciato tracce nella memoria di diverse generazioni. „Sinistro“ non è una parola casuale: il linguaggio conserva alcune delle antiche diffidenze verso la mano sinistra. Il latino sinister indicava proprio la sinistra, ma nel tempo il termine è passato a significare anche „minaccioso“, „sfavorevole“, „malvagio“. Anche il francese gauche, che significa „sinistro“, può indicare una persona goffa o poco abile. Insomma, per molto tempo persino le parole hanno raccontato una storia poco favorevole ai mancini. I mancini sono circa uno su dieci: le stime indicano che circa il 90% delle persone è destrimane e circa il 10% mancina, anche se la percentuale può variare tra popolazioni e studi. Non è quindi una rarità estrema. Se in una stanza ci sono cento persone, statisticamente una decina potrebbe appartenere alla „squadra dei mancini“. Il mondo quotidiano è spesso costruito per i destrimani: provate a immaginare di usare ogni giorno un oggetto progettato per l’altra mano.
Forbici, banchi scolastici, mouse, alcuni utensili da cucina, strumenti musicali e attrezzature professionali possono diventare meno intuitivi per chi utilizza prevalentemente la sinistra. Il Left-Handers Club ha trasformato proprio questa esperienza in uno degli elementi caratteristici della giornata del 13 agosto, invitando i destrimani a provare strumenti pensati per i mancini. In alcune celebrazioni sono state organizzate persino partite sportive „mancini contro destrimani“ e feste durante le quali si utilizzavano esclusivamente oggetti per mancini. Non tutto è semplicemente „destra o sinistra“: essere mancini non significa necessariamente fare ogni cosa con la mano sinistra. Una persona può scrivere con la sinistra ma preferire il piede destro per calciare, utilizzare un occhio come dominante oppure cambiare mano in alcune attività .
La preferenza per una mano è collegata alla specializzazione dei due emisferi cerebrali e allo sviluppo dell’asimmetria del cervello. Questo non significa, però, che il cervello di un mancino sia semplicemente „lo stesso cervello al contrario“. La lateralità umana nasce dall’interazione di fattori genetici, ambientali e dello sviluppo neurologico. Perché alcune persone diventano mancine? La risposta non è ancora completamente conosciuta. Si sa che la genetica ha un ruolo, ma non esiste un unico „gene dei mancini“. Nel 2024 uno studio pubblicato su Nature Communications, condotto su oltre 350.000 persone, ha individuato un’associazione tra alcune rare varianti del gene TUBB4B e il mancinismo. È un tassello interessante, non una spiegazione definitiva: quelle varianti rappresentano infatti soltanto una piccola parte della componente genetica del fenomeno.
Nel tennis, nella scherma, nella boxe e in altri sport nei quali ci si confronta direttamente con un avversario, un mancino può avere un’arma in più: la sua traiettoria e i suoi movimenti sono meno abituali per chi affronta prevalentemente destrimani. Non è una „superpotenza“ biologica, naturalmente. È soprattutto una questione di esperienza: un atleta abituato a confrontarsi con avversari destrimani può trovarsi meno preparato davanti a movimenti provenienti dall’altra parte. Il significato del 13 agosto va oltre il semplice folklore. Quando il Left-Handers Club lanciò la Giornata internazionale dei mancini nel 1992, l’obiettivo era aumentare la consapevolezza dei vantaggi e degli svantaggi legati all’essere mancini e incoraggiare una maggiore attenzione nella progettazione di prodotti e ambienti. In altre parole: non chiedere al mancino di adattarsi sempre al mondo, ma ricordare che anche il mondo può imparare ad adattarsi alle persone.
La curiosità più bella? Provare a vivere da mancini. Prendete un paio di forbici per mancini. Provate a scrivere con la mano opposta. Utilizzate un utensile progettato per l’altra mano. Dopo pochi minuti, potreste scoprire che un oggetto comunissimo può diventare sorprendentemente difficile da usare. È proprio questa esperienza che le iniziative del Left-Handers Club hanno cercato di far provare anche ai destrimani: per un giorno, cambiare prospettiva. Forse il senso più interessante della Giornata dei mancini sta proprio qui. Il 13 agosto non invita semplicemente a dire „evviva i mancini“, ma a fare qualcosa di più semplice e, allo stesso tempo, più importante: provare a guardare il mondo dalla parte di chi normalmente deve adattarsi. Perché una forbice può essere solo una forbice, finché non provi a usarla con la mano sbagliata. Un banco può essere soltanto un banco, finché non ti accorgi che il suo piano inclinato è dalla parte opposta. E un gesto quotidiano può sembrare naturale soltanto perché è stato progettato pensando a te.






