Bozen sta diventando un tugurio

Dopo la violenta rissa tra stranieri avvenuta in Dominikanerplatz, la Süd-Tiroler Freiheit lancia l’allarme. Il responsabile di zona per Bozen città e dintorni, Peter Brachetti, parla di una situazione sul fronte della sicurezza completamente fuori controllo e accusa i responsabili politici di aver distolto lo sguardo per anni. «Ancora una volta volano i pugni nel cuore di Bozen. Ancora una volta diversi stranieri si affrontano a colpi davanti agli occhi di numerosi passanti. E sicuramente, anche questa volta, ai cittadini verranno rivolte parole rassicuranti per minimizzare l’accaduto. Basta!», dichiara Brachetti. Per il responsabile di zona, le immagini provenienti da Dominikanerplatz non rappresentano un episodio isolato e deplorevole, ma sono il segnale di un’evoluzione pericolosa: «Bozen sta diventando sempre più un tugurio. Le piazze vengono occupate da gruppi di stranieri disposti alla violenza, mentre la popolazione locale si ritira sempre più. Chi continua a negare questa realtà ha perso ogni contatto con essa oppure vuole deliberatamente nascondere la verità ».
Particolarmente intollerabile, secondo Brachetti, è che a subire le conseguenze di questa situazione siano proprio le persone che rispettano la legge e l’ordine pubblico. «Le donne ormai ci pensano due volte prima di attraversare da sole la città la sera. I genitori sono in apprensione quando i loro figli escono. Le persone anziane evitano determinate piazze e strade. I violenti, invece, si comportano come se la città appartenesse a loro», afferma Brachetti. Secondo il rappresentante della Süd-Tiroler Freiheit, il senso di sicurezza della popolazione viene sistematicamente minimizzato da anni. Dopo ogni episodio, sostiene, vengono ripetute le stesse frasi: Bozen è fondamentalmente una città sicura, si tratterebbe soltanto di percezioni soggettive e di casi isolati. «Quante altre risse, aggressioni con coltelli ed episodi di violenza devono ancora verificarsi prima che i responsabili ammettano finalmente che Bozen ha un grave problema di sicurezza? I cittadini non si stanno inventando questa situazione. La vivono ogni giorno».
Brachetti critica in particolare una politica migratoria che, a suo giudizio, porta nel territorio un numero sempre maggiore di persone ma, di fronte alla mancata integrazione e all’aumento della violenza, tende a sottrarsi a ogni responsabilità . «Chi arriva nella nostra terra deve rispettare le nostre leggi, il nostro modo di vivere e la nostra società . Chi invece trasforma gli spazi pubblici in zone di combattimento ha perso il diritto di soggiornare. Gli stranieri che commettono atti di violenza devono essere espulsi con fermezza, non prima o poi, ma immediatamente dopo aver scontato la loro pena. Non è soltanto Sven Knoll a sognarlo di notte: ormai lo pensa qualsiasi cittadino dotato di un minimo di buon senso».
La Süd-Tiroler Freiheit Bozen città e dintorni chiede una presenza permanente e visibile delle forze dell’ordine nei punti considerati critici, controlli sistematici delle persone, il perseguimento penale senza eccezioni dei responsabili e il pieno ricorso a tutte le misure previste dalla normativa sull’immigrazione. Anche i divieti di soggiorno nei confronti di persone che si rendano ripetutamente responsabili di episodi violenti, sostiene il movimento, dovrebbero essere valutati e applicati con fermezza.
«Gli abitanti di Bozen devono riavere la propria città », sottolinea Brachetti. «Non possono essere i violenti a decidere quando e dove donne, giovani e anziani possano ancora muoversi in sicurezza. Una città nella quale i cittadini rispettosi della legge rimangono a casa per paura e i violenti dominano gli spazi pubblici ha capitolato di fronte alla violenza».
In conclusione, Brachetti rivolge un’accusa pesante al Comune, alla Provincia e allo Stato: «Chi continua a minimizzare, relativizzare e distogliere lo sguardo si rende politicamente corresponsabile del declino del nostro capoluogo. La sicurezza della propria popolazione non è una questione secondaria né un tema di destra destinato a provocare polemiche. È il primo dovere di chi ha responsabilità politiche. Bozen ha finalmente bisogno di legalità e ordine, non di scuse e promesse vuote».






