von fpm 11.08.2026 13:00 Uhr

Bozen sta diventando un tugurio

Süd-Tiroler Freiheit attacca duramente la politica della sicurezza!

(Foto: STF) elab grafica Flavio Pedrotti Móser

Dopo la violenta rissa tra stranieri avvenuta in Dominikanerplatz, la Süd-Tiroler Freiheit lancia l’allarme. Il responsabile di zona per Bozen città e dintorni, Peter Brachetti, parla di una situazione sul fronte della sicurezza completamente fuori controllo e accusa i responsabili politici di aver distolto lo sguardo per anni. «Ancora una volta volano i pugni nel cuore di Bozen. Ancora una volta diversi stranieri si affrontano a colpi davanti agli occhi di numerosi passanti. E sicuramente, anche questa volta, ai cittadini verranno rivolte parole rassicuranti per minimizzare l’accaduto. Basta!», dichiara Brachetti. Per il responsabile di zona, le immagini provenienti da Dominikanerplatz non rappresentano un episodio isolato e deplorevole, ma sono il segnale di un’evoluzione pericolosa: «Bozen sta diventando sempre più un tugurio. Le piazze vengono occupate da gruppi di stranieri disposti alla violenza, mentre la popolazione locale si ritira sempre più. Chi continua a negare questa realtà ha perso ogni contatto con essa oppure vuole deliberatamente nascondere la verità».

Particolarmente intollerabile, secondo Brachetti, è che a subire le conseguenze di questa situazione siano proprio le persone che rispettano la legge e l’ordine pubblico. «Le donne ormai ci pensano due volte prima di attraversare da sole la città la sera. I genitori sono in apprensione quando i loro figli escono. Le persone anziane evitano determinate piazze e strade. I violenti, invece, si comportano come se la città appartenesse a loro», afferma Brachetti. Secondo il rappresentante della Süd-Tiroler Freiheit, il senso di sicurezza della popolazione viene sistematicamente minimizzato da anni. Dopo ogni episodio, sostiene, vengono ripetute le stesse frasi: Bozen è fondamentalmente una città sicura, si tratterebbe soltanto di percezioni soggettive e di casi isolati. «Quante altre risse, aggressioni con coltelli ed episodi di violenza devono ancora verificarsi prima che i responsabili ammettano finalmente che Bozen ha un grave problema di sicurezza? I cittadini non si stanno inventando questa situazione. La vivono ogni giorno».

Brachetti critica in particolare una politica migratoria che, a suo giudizio, porta nel territorio un numero sempre maggiore di persone ma, di fronte alla mancata integrazione e all’aumento della violenza, tende a sottrarsi a ogni responsabilità. «Chi arriva nella nostra terra deve rispettare le nostre leggi, il nostro modo di vivere e la nostra società. Chi invece trasforma gli spazi pubblici in zone di combattimento ha perso il diritto di soggiornare. Gli stranieri che commettono atti di violenza devono essere espulsi con fermezza, non prima o poi, ma immediatamente dopo aver scontato la loro pena. Non è soltanto Sven Knoll a sognarlo di notte: ormai lo pensa qualsiasi cittadino dotato di un minimo di buon senso».

La Süd-Tiroler Freiheit Bozen città e dintorni chiede una presenza permanente e visibile delle forze dell’ordine nei punti considerati critici, controlli sistematici delle persone, il perseguimento penale senza eccezioni dei responsabili e il pieno ricorso a tutte le misure previste dalla normativa sull’immigrazione. Anche i divieti di soggiorno nei confronti di persone che si rendano ripetutamente responsabili di episodi violenti, sostiene il movimento, dovrebbero essere valutati e applicati con fermezza.

«Gli abitanti di Bozen devono riavere la propria città», sottolinea Brachetti. «Non possono essere i violenti a decidere quando e dove donne, giovani e anziani possano ancora muoversi in sicurezza. Una città nella quale i cittadini rispettosi della legge rimangono a casa per paura e i violenti dominano gli spazi pubblici ha capitolato di fronte alla violenza».

In conclusione, Brachetti rivolge un’accusa pesante al Comune, alla Provincia e allo Stato: «Chi continua a minimizzare, relativizzare e distogliere lo sguardo si rende politicamente corresponsabile del declino del nostro capoluogo. La sicurezza della propria popolazione non è una questione secondaria né un tema di destra destinato a provocare polemiche. È il primo dovere di chi ha responsabilità politiche. Bozen ha finalmente bisogno di legalità e ordine, non di scuse e promesse vuote».

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