Lingue minoritarie, nuovi criteri per gli attestati

La Sesta Commissione permanente, presieduta da Walter Kaswalder, ha esaminato la proposta di modifica dei criteri e delle modalità per l’accertamento della conoscenza delle lingue e delle culture ladina, mòchena e cimbra, che aggiorna la delibera del 2012 in attuazione della legge provinciale del 2008.
“Ho sentito l’Autorità per le minoranze, con la quale è stata elaborata”, ha detto in apertura Walter Kaswalder, sottolineando che “è il frutto di tre anni di lavoro e prevede, a partire dal 2027, nuovi criteri per l’accertamento della conoscenza della lingua. Si tratta di un lavoro condiviso che ha portato a un risultato importante”.
Il provvedimento, illustrato dalla dirigente Elisabetta Sovilla, adegua le competenze agli standard internazionali per garantire piena spendibilità e omogeneità alle certificazioni del Comun general de Fascia, della Comunità Alta Valsugana e Bersntol e della Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri, modernizzando l’esame e rimuovendo la traduzione di testi amministrativi. Si punta inoltre a stimolare l’apprendimento giovanile abbassando l’età d’accesso agli esami da 18 a 16 anni (con possibilità dal livello B1 già in terza media e l’accesso ai livelli B2 e C1 per gli studenti della Scola ladina de Fascia), introducendo flessibilità nella composizione delle commissioni, istituendo il commissario pro tempore per le comunità più piccole e permettendo di conservare i risultati delle singole prove sufficienti fino a 26 mesi.
Kaswalder ha ringraziato per il lavoro portato avanti, che incontra le esigenze delle popolazioni di lingua ladina, mochena e cimbra e difende la loro cultura e identità. Nel dibattito è intervenuto Luca Guglielmi (Fassa), che ha ringraziato la dottoressa Sovilla e il Servizio minoranze linguistiche per un lavoro lungo e, in alcuni momenti, complesso, che ha richiesto di trovare un punto di equilibrio tra realtà territoriali diverse e caratterizzate da differenti forme di tutela, in particolare nel settore dell’istruzione; l’esponente si è detto particolarmente soddisfatto delle disposizioni dedicate alla Scola ladina de Fascia, che costituisce un unicum nel quadro normativo dell’istruzione della Provincia di Trento, ricordando che, pur rimanendo distinti i due ordinamenti, la modifica consente di avvicinare ulteriormente il sistema trentino a quello dell’istruzione ladina della Provincia di Bolzano, pur restando aperto il tema della parificazione delle certificazioni linguistiche tra Trento e Bolzano su cui proseguire il confronto. Guglielmi ha quindi concluso sottolineando l’importanza della riforma soprattutto per i più giovani: “Da una parte per le comunità mochene e cimbra questo è un veicolo per ravvivare la fiamma della lingua parlata, mentre per i ladini, dove c’è un sistema scolastico strutturato, c’è la questione di quegli studenti che fanno un percorso in lingua che poi non si vedevano riconosciuto”.
La delibera ha ottenuto parere favorevole all’unanimità.






