von fpm 07.08.2026 06:45 Uhr

L’arte gotica in Tirol, Südtirol, Welschtirol (37)

Con Flavio Pedrotti Móser visitiamo una delle manifestazioni più ricche e originali del Gotico alpino. Tra Duecento e Quattrocento il territorio apparteneva in gran parte al principato vescovile di Trento, alla contea del Tirolo e ai domini dei conti del Tirolo e Asburgo.

Foto wikipedia elab gif Flavio Pedrotti Móser

La Chiesa di St. Jakob è uno dei luoghi più affascinanti e ricchi di storia della Gröden. Immersa nel bosco sopra St. Ulrich, nella piccola frazione di St. Jakob, non è soltanto un gioiello artistico, ma rappresenta il più antico edificio sacro della valle e custodisce secoli di fede, leggende e tradizioni. La chiesa è dedicata a St. Jakob Maggiore, patrono dei pellegrini e dei viandanti. La tradizione fa risalire la sua costruzione al 1181, anche se la prima testimonianza documentaria certa è una bolla d’indulgenza del 1283, che conferma l’esistenza del santuario e il suo ruolo di meta devozionale. Per questo motivo è considerata la chiesa più antica della Gröden. La sua posizione non è casuale: sorge lungo l’antico Troi Paian, il sentiero che per secoli collegava la Eisacktal con la pianura veneta. Prima dell’apertura delle moderne strade, mercanti, pellegrini e viaggiatori transitavano proprio da qui, trovando nella chiesa un luogo di sosta e di preghiera. L’edificio conserva ancora il nucleo originario romanico, ma tra il XV e il XVII secolo venne ampliato e trasformato secondo il gusto tardogotico. Il caratteristico campanile slanciato domina ancora oggi il bosco circostante, mentre un piccolo muro di cinta racchiude il suggestivo cimitero che circonda la chiesa. All’interno si possono ammirare preziosi affreschi risalenti intorno al 1470, attribuiti alla scuola del Maestro Leonhard di Brixen. Raffigurano santi particolarmente venerati nel Medioevo, tra cui Santa Barbara, Santa Caterina, Santa Dorotea, Sant’Orsola e San Nicola. L’altare maggiore, invece, è un’opera barocca realizzata da artigiani locali e riccamente decorata con dorature e statue di angeli e apostoli. Gli arredi originali più preziosi sono oggi conservati nel Museo della Gröden di St. Ulrich, per garantirne la conservazione.

La storia più famosa legata alla chiesa è quella del nobile Jacob von Stätteneck, considerato dalla tradizione il fondatore del santuario. Secondo la leggenda, durante un pellegrinaggio a Santiago di Compostela insieme ai genitori, Jacob fu accusato ingiustamente di un delitto e condannato a morte. Prima dell’esecuzione invocò l’aiuto di St. Jakob, proclamando la propria innocenza. Il santo intervenne miracolosamente, facendo emergere la verità e salvandogli la vita. Tornato in Gröden, Jacob mantenne il voto fatto durante il pellegrinaggio e fece ampliare o ricostruire la chiesa dedicandola proprio all’apostolo. Anche se gli storici non possono confermare ogni dettaglio del racconto, la leggenda è ancora oggi parte integrante della memoria popolare gardenese. Oggi può sembrare sorprendente, ma nel Medioevo il centro della vita religiosa della Gröden non era St. Ulrich. Il villaggio di St. Jakob rappresentava infatti il principale punto di riferimento spirituale della valle e la sua chiesa svolgeva il ruolo di „chiesa madre“. Solo con lo sviluppo di St. Ulrich tra il XV e il XVI secolo il baricentro religioso si spostò progressivamente verso il fondovalle.

Tra gli aneddoti più interessanti legati alla chiesa vi sono l’indulgenza medievale: nel 1283 il vescovo Aegidius di Aemonia (l’odierna Lubiana) concesse quaranta giorni di indulgenza ai fedeli che, dopo la confessione, visitavano devotamente la chiesa. Questo contribuì ad aumentarne la fama come meta di pellegrinaggio. Il piccolo cimitero: il camposanto che circonda la chiesa conserva un’atmosfera raccolta e silenziosa, con antiche croci in ferro battuto tipiche dell’arte gardenese. Un luogo fuori dal tempo: grazie alla posizione isolata nel bosco, la chiesa è rimasta quasi immutata nei secoli. Ancora oggi molti escursionisti la raggiungono a piedi lungo gli antichi sentieri, vivendo un’esperienza molto simile a quella dei pellegrini medievali.

La festa di St. Jakob: ogni anno, intorno al 25 luglio, la chiesa torna a essere un importante luogo di incontro per la comunità locale, con celebrazioni religiose e la tradizionale processione. Visitare la Chiesa di St. Jakob significa fare un viaggio nella storia della Gröden. La semplicità dell’architettura, gli affreschi tardogotici, il piccolo cimitero e il panorama sulle montagne dolomitiche creano un’atmosfera di grande suggestione. Non è soltanto un monumento artistico, ma un luogo che racconta oltre otto secoli di fede, cultura e vita quotidiana della comunità gardenese. (continua)

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