Assestamento, continua la discussione

Non si intravedono fin qui spiragli di mediazione tra le parti, che facciano sperare a fronte di oltre 18.000 emendamenti in buona misura ostruzionistici depositati dalle Minoranze. La seduta mattutina si è aperta nel segno di un vivace confronto politico, innestatosi sul richiamo per fatto personale dopo le polemiche sollevate dalla minoranza. Nel merito della manovra finanziaria, il dibattito ha visto contrapporsi due visioni nitide: da un lato la maggioranza, che ha rivendicato la solidità dei conti, il valore dell’avanzo di amministrazione e l’imponente piano da 3 miliardi di euro in opere pubbliche tra sanità , viabilità e valorizzazione dell’agricoltura; dall’altro le opposizioni, che hanno sollecitato un deciso cambio di passo denunciando l’incapacità di spesa sui servizi e focalizzando l’attenzione su priorità quali l’emergenza casa, il contrasto al carovita, il supporto alla non autosufficienza, le politiche giovanili e le infrastrutture verdi per la transizione climatica. I lavori antimeridiani si sono chiusi con una breve sospensione concordata per consentire alle minoranze di fare il punto sulle trattative in corso prima del rientro in aula. Proponiamo qui di seguito una sintesi degli interventi.
Negli interventi individuali, l’opposizione — con Calzà , Stanchina, Coppola, Valduga e Maule — ha chiesto interventi strategici sul clima e la risorsa idrica, fondi per i Vigili del Fuoco e il patrimonio locale, misure per la crisi abitativa e risposte immediate al carovita, oltre a una regia integrata per l’accoglienza e i servizi alle persone vulnerabili.
La maggioranza ha risposto con Masè, Segnana e Paccher, che hanno difeso la solidità del bilancio, rivendicato il piano da 3 miliardi in opere pubbliche (tra cui il nuovo Polo Ospedaliero) e sottolineato i risultati su natalità , agricoltura e il futuro CPR.
Nel pomeriggio di ieri è proseguita in Consiglio provinciale la discussione generale sulla manovra di assestamento, incentrata su temi quali casa, sanità , welfare, mobilità e sviluppo dei territori montani, prima della sospensione dei lavori richiesta dalle minoranze per valutare le trattative in corso.
I consiglieri dell’opposizione e dei gruppi misti hanno avanzato diverse proposte prioritarie: Demagri (Casa Autonomia.eu) ha chiesto alloggi destinati al personale dei servizi essenziali e risorse per il trasporto pubblico locale; Zanella (PD) ha sollecitato un piano decennale per la casa e un deciso rafforzamento della prevenzione sanitaria; Angeli (Misto) e Parolari (PD) si sono concentrate su politiche familiari, prevenzione, orari ampi e tutela per le RSA; Cia (Forza Italia) e Bosin (PATT) hanno posto l’accento sulla riorganizzazione della sanità e sull’impatto del calo demografico; Biada (FdI) ha infine proposto interventi viabilistici per l’accessibilità delle valli.
Walter Kaswalder (PATT), ha incentrato la sua analisi sulle necessità dei piccoli Comuni e delle valli periferiche. Kaswalder ha ribadito con forza un principio fondamentale: per garantire la vivibilità delle aree montane è indispensabile assicurare servizi efficienti e incentivi mirati rispetto alla città . Tra i suoi atti principali spiccano la richiesta di acquisto del Casino di Bersaglio a Trento, il passaggio alla Provincia e la riqualificazione della Via degli Altipiani (ora a Calceranica), e la realizzazione della variante del Tesino, considerata strategica contro lo spopolamento. L’esponente del PATT ha inoltre sollecitato la Provincia a redigere una „scheda di valle“ per mappare le reali esigenze territoriali e ha presentato un emendamento per introdurre incentivi economici volti a trattenere il personale amministrativo e tecnico nei piccoli Comuni.
La replica del presidente Fugatti
A chiudere la discussione è stata la dettagliata relazione finale del presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, che ha difeso con fermezza l’operato della Giunta. Fugatti ha rivendicato le politiche familiari messe in atto nelle ultime due legislature, quantificandole in circa 100 milioni di euro all’anno in più per i nuclei familiari trentini rispetto al 2019 (tra assegni di natalità , congedi parentali, gratuità dei nidi e riduzione delle aliquote IRPEF). Sul fronte economico, il presidente ha respinto le accuse di „populismo infrastrutturale“, definendo gli investimenti pubblici un’azione anticiclica necessaria che ha contribuito a una crescita reale del Trentino del 5,6% tra il 2019 e il 2025. Infine, Fugatti ha toccato i temi della sanità — difendendo la dirigenza dell’Azienda sanitaria e ricordando il saldo positivo della mobilità interregionale dal 2022 —, confermato i progetti per l’area San Vincenzo e ribadito la necessità della realizzazione dell’inceneritore per la gestione futura dei rifiuti.






