von fpm 29.07.2026 13:30 Uhr

Chiesette di montagna (3)

Flavio Pedrotti Móser invita ad escursioni meditative e rilassanti in atmosfere alpestri.

(Foto FB e Wikipedia) elab gif Flavio Pedrotti Móser

Tra boschi silenziosi, pascoli d’alta quota e sentieri che si inerpicano verso le montagne, il Welschtirol/Trentino e il Südtirol custodiscono un patrimonio discreto e prezioso: le chiesette di montagna. Piccoli edifici di pietra, spesso sorti in luoghi appartati, raccontano storie di fede, di comunità e di uomini che hanno imparato a convivere con la montagna. Sono luoghi dove arte, tradizione e paesaggio si fondono in un equilibrio unico, testimoni di antiche devozioni, di pellegrinaggi e della vita quotidiana di pastori, boscaioli ed escursionisti. Con questa rubrica vi accompagneremo alla scoperta di questi piccoli gioielli disseminati tra valli e cime, per conoscerne la storia, le leggende, le caratteristiche artistiche e il profondo legame con il territorio che li circonda. Un viaggio tra spiritualità e natura, alla ricerca di angoli autentici dove il tempo sembra essersi fermato e il silenzio della montagna invita ancora oggi alla contemplazione.

La Chiesetta di Maria della Neve di Aschbach, frazione montana del comune di Algund in Südtirol, è un piccolo gioiello di architettura sacra alpina che racconta la storia di una comunità rimasta per secoli isolata sul versante del Nördersberg, all’ingresso della Vinschgau. Circondata da boschi di larici e abeti e affacciata su un magnifico panorama che spazia dal Texelgruppe alle Dolomiti, la cappella rappresenta ancora oggi il cuore spirituale della frazione. La prima cappella dedicata a Maria della Neve fu costruita nel 1695 sulla sommità di una piccola collina, in un’epoca in cui Aschbach era un minuscolo insediamento agricolo raggiungibile solo attraverso ripidi sentieri. Gli abitanti, dediti all’allevamento e alla coltivazione dei masi di montagna, sentirono la necessità di avere un luogo di culto senza dover scendere fino alla chiesa madre di Lagundo, distante diverse ore di cammino. La dedicazione alla Madonna della Neve richiama una delle devozioni mariane più diffuse nelle Alpi. La festa del 5 agosto ricorda il celebre miracolo della nevicata sull’Esquilino a Roma, che secondo la tradizione indicò il luogo dove sarebbe sorta la Basilica di Santa Maria Maggiore. Nelle vallate alpine questa intitolazione ha assunto un significato ancora più profondo: la neve è parte integrante della vita di montagna, fonte d’acqua, ma anche elemento capace di isolare intere comunità durante l’inverno.

Per quasi due secoli la piccola cappella fu il centro della vita religiosa della frazione. Qui si celebravano le principali festività, i battesimi, le rogazioni per invocare buoni raccolti e le preghiere prima della partenza degli uomini verso gli alpeggi o i boschi. Le campane accompagnavano il ritmo delle stagioni e rappresentavano anche un importante mezzo di comunicazione per gli abitanti sparsi nei masi. Con l’aumento della popolazione, nella seconda metà dell’Ottocento la chiesetta non riuscì più ad accogliere tutti i fedeli. Per questo motivo, nel 1889, venne costruita poco distante una nuova e più ampia Chiesa del Sacro Cuore di Gesù, destinata a diventare la chiesa principale della frazione. La storica cappella di Maria della Neve rimase comunque un luogo di particolare devozione e memoria per la comunità.

Dal punto di vista architettonico, la chiesetta conserva tutto il fascino delle cappelle alpine del Seicento: dimensioni raccolte, murature intonacate, tetto a due falde e un piccolo campanile a vela che emerge tra gli alberi. L’interno è semplice e sobrio, pensato più per la preghiera che per la monumentalità, con un altare dedicato alla Vergine e decorazioni essenziali, in armonia con l’ambiente montano. Numerosi aneddoti popolari sono legati alla cappella. Gli anziani di Aschbach raccontavano che, prima dell’arrivo della funivia e della strada carrozzabile, gli abitanti salivano a piedi anche sotto la neve pur di partecipare alla Messa. Le donne percorrevano i sentieri con gli scarponi ai piedi e le scarpe „buone“ nello zaino, da indossare soltanto una volta giunte davanti alla chiesa.

Un’altra tradizione voleva che, all’inizio della stagione estiva, i contadini si riunissero davanti alla cappella per chiedere la protezione della Madonna sui raccolti e sul bestiame. In autunno, invece, al termine della fienagione e della transumanza, si celebrava una funzione di ringraziamento per il raccolto e per il ritorno degli animali dagli alpeggi.

Oggi la Chiesetta di Maria della Neve è una meta molto apprezzata da escursionisti e pellegrini che raggiungono Aschbach attraverso la funivia o i sentieri panoramici del Nördersberg. Pur avendo perso il ruolo di chiesa parrocchiale, continua a rappresentare un prezioso testimone della fede, della cultura contadina e della storia di una delle frazioni più caratteristiche di Algund, dove il tempo sembra ancora seguire il ritmo lento delle stagioni alpine.

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