von fpm 24.07.2026 16:00 Uhr

Una visita al santo: una passeggiata ma non solo

St. Josef Freinademetz è una delle figure più straordinarie nate in Val Badia. La sua storia unisce le Dolomiti alla Cina, tanto che viene ricordato come „il santo ladino della Cina“.

(Immagini fpm e web) elab gif Flavio Pedrotti Móser

Josef Freinademetz è nato in un minuscolo borgo il 15 aprile 1852 a Oies, una piccolissima frazione del comune di Badia. All’epoca il borgo contava appena pochi masi e una manciata di abitanti. Oggi la sua casa natale è diventata meta di pellegrinaggi da tutto il mondo. In famiglia non veniva chiamato Giuseppe, ma Ujöp, il corrispondente ladino di Josef. Il ladino era la sua lingua madre e rimase sempre molto legato alle sue radici, anche quando visse per quasi trent’anni in Cina. Quando arrivò in Cina nel 1879 dovette imparare non solo il cinese, ma anche il difficile dialetto hakka. Per integrarsi completamente adottò persino il modo di vestire cinese, portò il codino secondo l’usanza dell’epoca e si fece chiamare con un nome locale: Fu Shenfu, che significa „padre della buona fortuna“. „Vorrei essere un cinese tra i cinesi„, diceva. La sua convinzione era semplice ma rivoluzionaria per quei tempi: il missionario non doveva imporre la propria cultura, ma entrare in quella del popolo che incontrava. Scriveva infatti di voler essere „un cinese tra i cinesi“, imparandone lingua, usanze e modo di vivere. Questo atteggiamento gli procurò grande rispetto tra la popolazione locale.

Partì dalla Val Badia a 27 anni. Salutò per sempre la sua famiglia e non rivide mai più né le Dolomiti né la sua terra. All’epoca il viaggio verso la Cina durava settimane via mare e significava spesso un addio definitivo. Nel 1908 scoppiò un’epidemia di tifo. Freinademetz continuò a visitare e assistere i malati fino a contrarre lui stesso la malattia. Morì il 28 gennaio 1908, dopo aver dedicato quasi trent’anni alla missione in Cina. Fu proclamato beato nel 1975 da papa Paolo VI e santo il 5 ottobre 2003 da papa Giovanni Paolo II. Ancora oggi è uno dei santi altoatesini più conosciuti nel mondo.

Un episodio rimasto nella memoria della Val Badia è la visita di Papa Benedetto XVI, che il 5 agosto 2008 raggiunse personalmente la casa natale di Freinademetz a Oies durante il suo soggiorno estivo nelle Dolomiti. Fu un evento storico per tutta la valle. Chi visita Oies può percorrere la Via Crucis Freinademetz, un sentiero che collega la chiesa di San Leonardo alla casa natale del santo in circa 25 minuti. Lungo il cammino si trovano stazioni e pannelli dedicati alla sua vita e alla sua spiritualità.

Nelle chiese del Südtirol le statue di St. Josef Freinademetz sorprendono molti visitatori: è raffigurato con l’abito tradizionale cinese della dinastia Qing. Pur avendo lineamenti europei, volle identificarsi così profondamente con il popolo cinese da essere ricordato con quell’abbigliamento, simbolo della sua scelta di vita.

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