von fpm 12.07.2026 18:00 Uhr

Lo schiaffo “tolomeico” (139)

Continua con Flavio Pedrotti Móser l’excursus sull’italianizzazione a sud del Brenner che con il fascismo minava l’identità culturale.

elab grafico da IA Flavio Pedrotti Móser

La rubrica dedicata alla patologia di Ettore Tolomei, l’artefice della modifica dei toponimi tedeschi nei 116 Comuni südtirolesi e della quasi totalità della micro-toponomastica, prende avvio dall’annessione del Tirolo storico al Regno d’Italia dopo la Prima guerra mondiale quando vennero a crearsi i presupposti per una radicale politica di italianizzazione dopo la presa di potere fascista. I fascisti, con lo scopo dell’estraniazione culturale e sociale della popolazione autoctona, vietarono l’utilizzo della toponomastica tedesca. Fu così che nacquero neologismi per così dire bislacchi partoriti da menti malsane, corrose dal fanatismo italico che voleva soggiogare la popolazione tirolese cominciando dall’identità culturale. Il Tolomei redasse un elenco dei cognomi del Südtirol per restituire, secondo il suo punto di vista, una appartenenza “italica” con talvolta stramberie e stravaganze davvero parossistiche e anche evidenti scappatoie esilaranti, palesi scalate su specchi scivolosi.

Il cognome Passler deriva da „Pass“ (valico di montagna). In tedesco, Pass significa „passo“ o „valico“. Il suffisso -ler indica spesso una persona associata a un luogo o a un’attività. In questo caso, Passler potrebbe significare: „abitante del passo“; „custode del valico“; „persona proveniente da un passo montano“. Il cognome potrebbe derivare dal nome di una località o di un maso situato nei pressi di un passo alpino. In epoca medievale potrebbe aver identificato chi lavorava lungo una via di comunicazione montana, ad esempio come guida, esattore di pedaggi o trasportatore. Tra le zone dove il cognome è storicamente documentato figurano: la Pustertal, la Eisecktal e alcune località della zona di Meran oltre il Tirolo orientale (Austria). Tolomei presumibilmente pensò invece derivasse dal personale Basilio e lo italianizzò in BasiliPatauner è un cognome raro, di origine tirolese-germanica e potrebbe derivare dal nome di un maso, di una località o di un piccolo insediamento. È anche possibile che Patauner si sia sviluppato da un antico soprannome o da un nome di persona oggi non più in uso, modificato nel tempo secondo i dialetti bavaresi parlati nel Tirolo. Poiché alcune zone del Südtirol sono storicamente ladine, non si può escludere che il cognome abbia una radice pre-germanica poi adattata alla fonetica tedesca. Il significato letterale di Patauner non è documentato con certezza. È quindi più corretto considerarlo un cognome di origine geografica o familiare, legato a un luogo o a un maso specifico piuttosto che a una professione. Tolomei bizzarro o svérgol lo fa derivare dal latino “pons” partorendo un Pontoni… Che si può dire? Niente.

Patreider, cognome tipicamente sudtirolese, è anch’esso toponimico, con il significato di „persona proveniente da Patreid“ o da un luogo con un nome molto simile. –reider, è probabilmente collegato al tedesco -reit / -reuth / -ried, termini medievali che indicavano: un terreno dissodato o bonificato; una radura ricavata nel bosco; un insediamento agricolo sorto dopo il disboscamento, elementi che ricorrono molto spesso nella toponomastica bavarese e tirolese. La prima parte, Pat-, è meno chiara. Potrebbe derivare: da un antico nome personale (ad esempio una forma dialettale di Patrizius o di un soprannome locale); dal nome originario di un maso o di una località oggi modificato nel tempo. Tolomei scelse la derivazione latina: “petra” eed ecco Petrè! (continua)

Jetzt
,
oder
oder mit versenden.

Es gibt neue Nachrichten auf der Startseite