von fpm 05.07.2026 18:00 Uhr

Lo schiaffo “tolomeico” (138)

Continua con Flavio Pedrotti Móser l’excursus sull’italianizzazione a sud del Brenner che con il fascismo minava l’identità culturale.

Elab grafica Flavio Pedrotti Móser

La rubrica dedicata alla patologia di Ettore Tolomei, l’artefice della modifica dei toponimi tedeschi nei 116 Comuni südtirolesi e della quasi totalità della micro-toponomastica, prende avvio dall’annessione del Tirolo storico al Regno d’Italia dopo la Prima guerra mondiale quando vennero a crearsi i presupposti per una radicale politica di italianizzazione dopo la presa di potere fascista. I fascisti, con lo scopo dell’estraniazione culturale e sociale della popolazione autoctona, vietarono l’utilizzo della toponomastica tedesca. Fu così che nacquero neologismi per così dire bislacchi partoriti da menti malsane, corrose dal fanatismo italico che voleva soggiogare la popolazione tirolese cominciando dall’identità culturale. Il Tolomei redasse un elenco dei cognomi del Südtirol per restituire, secondo il suo punto di vista, una appartenenza “italica” con talvolta stramberie e stravaganze davvero parossistiche e anche evidenti scappatoie esilaranti, palesi scalate su specchi scivolosi.

Il cognome Pallweber è un cognome di area germanofona, piuttosto raro, con un’origine probabilmente legata a un mestiere. Il nome può essere scomposto in due elementi: Pall che potrebbe derivare da una variante dialettale o antica di una parola locale, oppure da un toponimo (nome di luogo). In alcune aree alpine i cognomi si sono formati a partire dal nome di un maso o di una località e weber, un elemento molto comune nei cognomi tedeschi e significa „tessitore“. Deriva dal verbo tedesco weben („tessere“). Cognomi come Weber, Leinweber (tessitore di lino) e Seidenweber (tessitore di seta) hanno la stessa origine. Per questo fu scelto di italianizzarlo in TessadriPanzl, cognome di origine bavarese-austriaca, potrebbe essere un ipocoristico (forma abbreviata o affettuosa) di un nome personale medievale. La derivazione farebbe pensare a Pantaleon, nome di origine greca (Panteleimon, „del tutto misericordioso“), molto diffuso nell’Europa centrale grazie al culto di San Pantaleone. In area bavarese e tirolese sono documentate forme come Panz, Panzl e Pänzl. Panzl significava originariamente qualcosa come: „il piccolo Panz“; „figlio di Panz“; „discendente di Pantaleone“. Individuato anche come vezzeggiativo di “Panzo” ed eccolo diventare Panzelotti

Pardatscher, tipico dell’area tirolese e, in particolare, del Südtirol, è relativamente raro e ha un’origine toponomastica, cioè deriva dal nome di un luogo o di un maso ed è ritenuto di origine retoromanza (o pretedesca) che indica un podere o terreno agricolo; un campo recintato; oppure un appezzamento di terra coltivabile: „abitante del podere Pardatsch“, dunque. Pratacci o Predazzi, anche Pedrazzani in stile italico…

Parigger sembra derivare da un antico toponimo o nome di maso Parig, Parigg, Il significato più probabile del cognome è quindi: „persona proveniente dal maso Parig“; „abitante della località Parig“. Volendolo derivare dal latino “paricus”, l’Ettore lo cambiò in Dalbarco… (continua)

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