Questo caldo bestia è davvero causato solo dall’attività umana?

L’uscita dalla Piccola Era Glaciale ha contribuito a un certo riscaldamento naturale tra il XIX e l’inizio del XX secolo. Tuttavia, il riscaldamento osservato dagli anni ’70 del Novecento a oggi non è considerato dalla comunità scientifica la semplice „coda“ di quel periodo freddo. Le principali evidenze indicano che: il ritmo del riscaldamento recente è molto più rapido di quello atteso dalla sola variabilità naturale; le concentrazioni di anidride carbonica e di altri gas serra sono aumentate drasticamente a causa delle attività umane; i modelli climatici riproducono il riscaldamento osservato solo includendo l’effetto delle emissioni antropiche, mentre considerando i soli fattori naturali (attività solare, vulcani, variabilità interna del clima) non riescono a spiegare l’aumento delle temperature registrato negli ultimi decenni. In sintesi, la ricostruzione condivisa dalla climatologia è che: una parte del riscaldamento tra il XIX e l’inizio del XX secolo può essere attribuita alla fine della Piccola Era Glaciale e alla variabilità naturale; il riscaldamento attuale, soprattutto dalla seconda metà del XX secolo, è attribuito prevalentemente all’aumento dei gas serra dovuto alle attività umane, con un contributo minore dei fattori naturali.
Esistono scienziati che sostengono che il riscaldamento attuale sia dovuto principalmente a cause naturali o che attribuiscono all’attività umana un ruolo molto inferiore rispetto a quello indicato dalla climatologia prevalente. Tuttavia, è importante distinguere tra l’esistenza di opinioni dissenzienti e il peso complessivo delle prove. Alcuni ricercatori propongono spiegazioni basate soprattutto sulla variabilità naturale del clima, sui cicli oceanici, sull’attività solare o sulla conclusione della Piccola Era Glaciale. La maggior parte della ricerca pubblicata e delle principali organizzazioni scientifiche conclude invece che il riscaldamento osservato dalla metà del XX secolo è dovuto principalmente all’aumento dei gas serra prodotti dalle attività umane. Questa conclusione si basa su molteplici linee di evidenza indipendenti: osservazioni, paleoclimatologia, fisica dell’effetto serra e simulazioni climatiche.
In altre parole, è corretto dire che esistono scienziati che sostengono un’origine prevalentemente naturale del riscaldamento recente. Non è però corretto affermare che questa sia la posizione prevalente nella letteratura scientifica attuale. La valutazione dominante è che i fattori naturali influenzino il clima, ma non siano sufficienti a spiegare l’entità e la rapidità del riscaldamento osservato negli ultimi decenni.
Antonino Zichichi (fisico delle particelle, divulgatore scientifico e organizzatore della ricerca tra le figure più influenti della fisica italiana del secondo Novecento) ha espresso in diverse occasioni posizioni critiche rispetto alla spiegazione prevalente del cambiamento climatico. Tra le sue affermazioni vi sono l’idea che il ruolo del Sole e di altri fattori naturali sia sottovalutato e che vi siano ancora incertezze rilevanti nella comprensione del sistema climatico. La questione oggetto di dibattito è quanto abbia contribuito al riscaldamento osservato dalla seconda metà del XX secolo.






