Il Casino di tiro degli Schützen di Trento

Il Casino di tiro degli Schützen di Trento, noto anche come Casino di tiro al bersaglio, è uno degli edifici storici meno conosciuti della città, ma rappresenta una testimonianza significativa della tradizione militare e civile del vecchio Tirolo. In Corso Buonarroti a due passi dal centro seminascosto da altri caseggiati questa costruzione risale al 1600 ed è l’unica rimasta nel comune di Trento. Le prime testimonianze di un casino di tiro a Trento risalgono al XVII secolo, con una presenza documentata nei pressi del Ponte di San Lorenzo già dal 1665. Non era una caserma, bensì un luogo dove gli appartenenti alle compagnie di tiratori si esercitavano regolarmente con il fucile. Nel Tirolo asburgico ogni città importante possedeva un proprio „casino di bersaglio“. L’addestramento era previsto dalle leggi territoriali perché gli uomini abili alle armi potessero essere mobilitati in caso di invasione. Gli Schützen erano infatti una milizia territoriale con il compito di difendere esclusivamente il proprio territorio, e non venivano normalmente inviati a combattere lontano dal Tirolo. Le attività di tiro al bersaglio nel territorio trentino hanno radici molto antiche. Già tra il XVI e il XVII secolo esisteva una rete di luoghi destinati all’addestramento dei cittadini armati per la difesa del territorio tirolese.
Il casino non era solo un poligono di tiro. Con il tempo divenne anche un luogo di ritrovo dove si organizzavano: gare di tiro; feste popolari; incontri tra cittadini; cerimonie civiche. In molte località del Trentino il „casino di bersaglio“ era uno dei principali punti di aggregazione della comunità. Nell’Ottocento gli Schützen si trasformarono progressivamente da milizia territoriale in associazioni di tiro, pur mantenendo una funzione patriottica e identitaria. Allo scoppio della Prima guerra mondiale, molti degli iscritti ai poligoni furono richiamati alle armi come Standschützen, combattendo soprattutto sul fronte alpino a difendere il proprio territorio dall’aggressione italiana. Ebbene, da oltre vent’anni il Casino di Corso Buonarroti versa in condizioni di forte degrado, nonostante numerose proposte di recupero. Il consigliere provinciale Walter Kaswalder, che si definisce nato tirolese e cresciuto autonomista, ha personalmente presentato una mozione in consiglio provinciale per vedere se si riesce attraverso il patrimonio ad acquistare questa struttura e poter poi adibirla alla sede della federazione degli Schützen del Trentino. “Sarebbe importante anche perché è la nostra storia e credo che la nostra cultura e la nostra identità possa anche attraverso il mantenimento di questa struttura”, sostiene Kaswalder.
Nei vecchi casini di tiro una persona aveva il compito di segnare il punto colpito dai proiettili. Rimaneva nascosta dietro un robusto muro di protezione o in piccole postazioni di pietra e, terminata ogni serie di colpi, usciva rapidamente per indicare il risultato. In alcune strutture trentine queste postazioni sono ancora visibili. Le competizioni di tiro attiravano pubblico da tutto il circondario e spesso terminavano con musica, banchetti e premiazioni. Erano considerate vere feste di paese.
Molti Schützen erano artigiani, contadini, commercianti o professionisti. L’appartenenza alla compagnia era un motivo di prestigio civico oltre che di preparazione militare. Dal 2015 diverse associazioni culturali e la compagnia degli Schützen di Trento hanno promosso raccolte firme e progetti per restaurare il casino e trasformarlo in uno spazio museale o culturale dedicato alla storia della città e degli Schützen. Il dibattito è però rimasto aperto: negli ultimi anni sono state avanzate anche proposte di demolizione per destinare l’area ad altri servizi pubblici.
Sebbene oggi sia poco appariscente, il Casino di tiro di Trento è uno degli ultimi testimoni materiali della tradizione degli Schützen nel capoluogo. In altre località trentine, come Campitello di Fassa o Vezzano, edifici analoghi sono stati restaurati e trasformati in piccoli musei, offrendo un’idea di come poteva apparire anche quello di Trento in origine. Si spera quindi che la mozione di Kaswalder venga accolta e che si possa finalmente porre le basi per dare alla città di Trento la storia di un popolo, adeguato risalto alla sua identità ed alla sua millenaria cultura tirolese.
Purtroppo, la Circoscrizione Centro Storico – Piedicastello ne chiede l’abbattimento per far spazio ad una palazzina ambulatori e parcheggi. Si fa quindi appello a tutti coloro che ancora hanno nel cuore la Trento sana, asburgica, tirolese ed indipendente insieme al comitato che ha anche una pagina Facebook “Salviamo l’ex Casino di Tiro Tirolese di Trento dall’abbattimento” dove si racconta l’interessante storia del fabbricato, di far fronte per difendere il Casino da mani speculatrici.






