von mas 22.06.2026 14:45 Uhr

L’ospedale di Cles attiva la donazione di plasma

ASUIT accelera su una risorsa strategica per produrre medicinali salvavita

Foto ASUIT

A livello mondiale è considerato una risorsa strategica preziosa, quasi quanto l’acqua potabile e le fonti energetiche: si tratta del plasma, la componente liquida del sangue, essenziale per produrre medicinali salvavita. Un elemento prezioso che deriva solo da donazioni volontarie. Da qui la necessità di incrementare la raccolta di plasma anche a livello territoriale, avvicinando la possibilità di donare ai cittadini, considerato che la metà dei donatori risiede proprio nelle valli. Ora la plasmaferesi, la donazione del plasma, è possibile anche all’ospedale di Cles.

Il nuovo servizio è stato presentato oggi alla popolazione dall’assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione Mario Tonina, dal direttore generale di Asuit Antonio Ferro, dalla direttrice dell’ospedale di Cles Serena Pancheri, dalla direttrice dell’Unità operativa multizonale medicina trasfusionale Paola Boccagni e dalla presidente di Avis Trentino Elisa Viliotti. Presenti anche la sindaca di Cles Stella Menapace, il presidente della Comunità della Val di Non Martin Slaifer Ziller in rappresentanza delle autorità locali e i rappresentanti di Avis delle Valli del Noce.

La Provincia di Trento si distingue da sempre per alti livelli di autosufficienza nella trasfusione di emocomponenti, grazie ad un’organizzazione capillare della raccolta di sangue intero. Il sistema si articola su dieci sedi fisse: due strutture trasfusionali centrali a Trento e Rovereto (Servizio medicina trasfusionale) e otto Punti di raccolta di Valle distribuiti sul territorio provinciale – cinque ospedali (Arco, Borgo Valsugana, Cles, Cavalese e Tione) e tre sedi distrettuali (Mezzolombardo, Pergine e Pozza di Fassa). Questa rete organizzativa garantisce  l’autosufficienza provinciale per i globuli rossi.

Una capacità così strutturata ed efficace è il risultato della solida collaborazione tra l’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino e le Associazioni del sangue. Sono state le stesse Associazioni, forti del loro radicamento sul territorio, a richiedere e supportare l’implementazione della plasmaferesi a Cles, mettendo a disposizione anche il proprio personale nei percorsi di formazione specifica.

La crescente domanda di farmaci plasmaderivati richiede oggi uno sforzo ulteriore sul fronte della raccolta di plasma. Questi medicinali, ottenuti dalle proteine contenute nel plasma umano, sono indispensabili per il trattamento di numerose patologie acute e croniche e rappresentano una risorsa terapeutica sempre più richiesta, in particolare per quanto riguarda le immunoglobuline. dal 2022 la Provincia di Trento ha avviato un importante percorso di potenziamento della raccolta tramite plasmaferesi, una procedura che consente di prelevare esclusivamente il plasma restituendo al donatore le altre componenti del sangue.

Rispetto alla donazione tradizionale di sangue intero, la plasmaferesi permette di raccogliere quantitativi significativamente maggiori di plasma, aumentando così la disponibilità di materia prima per la produzione di farmaci plasmaderivati. Grazie all’introduzione di nuove apparecchiature, al miglioramento dell’organizzazione delle sedute di raccolta, all’estensione degli orari e al lavoro di sensibilizzazione delle associazioni dei donatori, il Trentino è passato da un conferimento di 13,4 chilogrammi di plasma ogni mille abitanti nel 2022 a 17,1 chilogrammi nel 2025-

Il plasma è la parte liquida del sangue, formato al 92% da acqua e contenente proteine nobili fondamentali (come albumina e immunoglobuline) per il trattamento di immunodeficienze, malattie neurologiche, emofilia e patologie rare. Rispetto alla scomposizione del sangue intero (che produce circa 200 ml di plasma di tipo B a sacca), la plasmaferesi è eseguita con moderni separatori cellulari che permettono di prelevare tra i 600 e i 700 ml di plasma purissimo (tipo A) in una seduta di circa 40-50 minuti. La parte corpuscolata (globuli rossi e piastrine) viene restituita istantaneamente al donatore. Questa procedura ha un impatto bassissimo sull’organismo: i liquidi vengono recuperati rapidamente grazie a una buona idratazione e la donazione può essere ripetuta anche ogni 14 giorni, in totale sicurezza. Per diventare donatori basta poco: è necessario avere tra i 18 e i 65 anni, pesare almeno 50 kg e godere di un buono stato di salute. Per avere maggiori informazioni è possibile rivolgersi alle associazioni dei donatori locali.

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