von mas 18.06.2026 06:45 Uhr

Briciole di Memoria: Gustav Schrinner, da Custoza a Rovereto

Federico Martelli, appassionato ricercatore della nostra storia,  oggi  accompagna i lettori di UT24 sulle tracce di un altro personaggio „dimenticato“.  Da Tenente di fanteria nella battaglia di Custoza a Comandante dei Cacciatori Imperiali a Rovereto – la storia del Cavaliere della Corona Gustav Schrinner, le cui spoglie mortali riposano nel cimitero monumentale di Trento.

Gustav Schrinner nacque a Vienna il 5 ottobre 1845, da Franz Karl – militare artificiere (Feuerwerk) nel k.k. Bombardierkorps – e da Anna Marie, figlia del cancelliere di tribunale Joseph Kreizler. abitanti nell’VIII distretto cittadino di Josefstadt. Egli venne battezzato lo stesso giorno di nascita nella bella chiesa di Maria Treu.

Sedicenne, Gustav entrò nell’Accademia dei Cadetti di Marburg e nel 1866 venne nominato Tenente del 65° Reggimento di Fanteria „Arciduca Ludwig-Victor“. Il 24 giugno dello stesso anno partecipò, non ancora ventenne, alla Battaglia di Custoza scontro della terza guerra di indipendenza italiana nel quale il Regno sabaudo subì una pesante sconfitta.

Il promettente giovane venne poi ammesso alla k.k. Kriegsschule di Vienna, dove si diplomò nel 1870. Essa costituiva l’istituzione più esclusiva e selettiva di addestramento militare superiore dell’Impero, con una durata di tre anni, ponendo particolare attenzione all’allenamento atletico e di forza, allo studio delle scienze militari ed alla conoscenza delle lingue – requisito quest’ultimo di non secondaria importanza nell’ambito di uno Stato multinazionale. A seguire si specializzò ulteriormente presso l’Istituto di Geografia Militare e lo Stato Maggiore.

Trascorse poi lunghi periodi di servizio in Bosnia-Herzegovina ed in Dalmazia. Nel mese di agosto del 1878, in qualità di Primo Tenente, partecipò agli scontri di Crniče, Dubrava, Kremenac e Rečica-Jasoc. Qui cadde in un’imboscata tesagli dagli insorti in un bosco ma, seppur rimastagli la sola sciabola, riuscì comunque a sfondare la linea nemica sotto un intenso fuoco, raggiungendo la sua brigata illeso. Per la perizia ed il non comune coraggio dimostrati sul campo, con decreto del 12 dicembre 1878, ricevette il prestigioso Ordine della Corona di Ferro di III classe (Kaiserliche Orden der Eisernen Krone) – classe conferita ai borghesi, così elevati al titolo ereditario di cavaliere. Fu inoltre promosso Capitano di II classe. Nel mese di maggio del 1882, in Dalmazia, partecipò alle battaglie di Vučji Zub e Velika Jastrebica. Ritornato nella capitale austriaca venne nuovamente impiegato allo Stato Maggiore, fu promosso Capitano di i prima classe e gli venne conferita la Medaglia di guerra ( Kriegsmedaille).

Il 1° novembre 1889 fu nominato Maggiore del Reggimento dei Cacciatori Tirolesi Imperiali (Major im Kaiser Franz Joseph I’ Tiroler Jaeger-Regiment) e Comandante del 9° Battaglione, trasferendosi nella città di Rovereto. Il 1° maggio 1893 fu promosso Tenente Colonnello (Oberstleutnant). Ammalatosi di polmonite – a quel tempo un’affezione spesso fatale – morì il 15 aprile 1894. Non aveva ancora compiuto 49 anni. La sua prematura scomparsa destò un vasto, sentito cordoglio ed i giornali di ogni territorio della Cisleitania, e tutte le pubblicazioni militari dell’Impero, ne diedero comunicazione.

Il Bozner Nachrichten’ ne descrive bene l’essenza: Il defunto si era guadagnato il più sincero affetto della popolazione del luogo grazie alla sua indole amichevole ed alla sua schiettezza, ed il profondo amore e l’incrollabile fiducia dei suoi subordinati grazie alle sue qualità militari”.

La stessa testata fornisce poi un’esauriente cronaca delle esequie: I funerali del Comandante di Battaglione Tenente Colonnello Gustav Schrinner a Rovereto si sono trasformati in una solenne cerimonia funebre. Essi si sono svolti il ​​18 alle 9 del mattino nella chiesa parrocchiale di San Marco, officiati dall’arciprete monsignor Domenico Cappelletti, con tutti gli onori militari. Le oltre 50 corone donate in memoria del defunto testimoniano la sua popolarità. A seguire, dopo la bara, sono scesi la sorella ed il cognato del defunto, il Generale von Pohl di Innsbruck; il comandante della fortezza di Trento von Herrenschwand; il barone Henikstein di Trento – Comandante del Reggimento Imperiale Tirolese; il sindaco di Rovereto Barone Malfatti; il Barone Pizzini; i funzionari dell’amministrazione distrettuale e dei tribunali provinciali e distrettuali, i rappresentanti delle corporazioni mercantili, i direttori di tutti gli istituti scolastici e gli ufficiali delle guarnigioni di Rovereto, Trento e Riva. Su richiesta del defunto, la salma fu trasportata in carrozza a Trento”.

Il “Bozner Zeitung”, integra questo resoconto narrando che la sua sepolturaha avuto luogo alle ore 3 del pomeriggio presso il locale cimitero comunale, alla presenza di numerosi ufficiali di tutti i gradi e corpi d’armata, con la partecipazione della virtuosa banda musicale del 18° Reggimento di Fanteria. Prima della deposizione della bara nella cripta, il cappellano militare (k.k. Militärkaplan) di Trento, Padre Franz Jvanetic, ha benedetto un’ultima volta la salma, dedicando al defunto un elogio funebre in cui ha lodato e sottolineato le sue nobili qualità dello spirito e del cuore, nonché i suoi meriti verso il Sovrano e la Patria”.

Il Colonnello Schrinner chiese personalmente di essere sepolto a Trento. La sua lapide si è preservata fino ad oggi ma presso il cimitero monumentale quante altre lastre tombali di personalità, funzionari e militari dell’epoca asburgica esistono ancora? Esse costituiscono testimonianze preziose che riescono a raccontare, sempre, una storia e la Storia. Molte antiche lapidi, negli ultimi decenni, sono state rimosse e distrutte. Le poche superstiti, perciò, sarebbe auspicabile localizzarle e censirle, salvaguardarle dall’incuria e dall’eventuale demolizione.

>Un breve cenno, infine, meritano la chiesa ed il miracoloso quadro di Maria Treu, sotto la cui vista Gustav Schrinner ricevette il battesimo ed i primi sacramenti.

L’edificio sacro fu realizzato fra il 1698 ed il 1718 come chiesa dei padri Scolopi (Piaristenkirche) e concluso nel 1753 dall’architetto e costruttore Mathias Gerl. Prese il proprio nome dal dipinto della Vergine tradizionalmente attribuito al pittore Josef Herz. Questi, ammalatosi di peste e poi guarito, nel 1713 fece il voto di dipingere un’effigie sacra ispirata all’icona della chiesa di San Pantaleo a Roma, curia generalizia dell’ordine degli Scolopi delle Scuole pie. Nel 1756 la venerata immagine trovò la sua definitiva collocazione presso l’altare maggiore appena ricostruito, dove la si può ammirare ancora oggi. Nel 1949 il Papa Pio XII elevò la chiesa di Maria Treu in Josefstadt alla dignità di basilica minore.

Fonti:

  • – “Die Teresianische Militaer-Akademie zu Wiener – Neustadt und Ihre Zöglinge von der Gründung der Anstalt bis auf unsere Tage” di Johann Svoboda – Zweiter Band – Wien 1894
  • – Erzdiözese Wien – Pfarrarchiv Maria Treu
  • – Archivio Parrocchiale di Rovereto – San Marco
  • –  Tiroler Tagblatt 18/04/1894
  • – Bozner Nachrichten, 19-21/04/1894
  • – Bozner Zeitung, 20/04/1894

(traduzioni dal tedesco a cura di Federico Martelli)

Jetzt
,
oder
oder mit versenden.

Es gibt neue Nachrichten auf der Startseite