L’arte gotica in Tirol, Südtirol, Welschtirol (30)

Nel cuore di uno dei borghi medievali meglio conservati d’Austria, la Pfarrkirche St. Nikolaus (Hall in Tirol) questa parrocchiale vanta imponenti esterni gotici e si trova a pochi passi dal celebre Museo della Zecca di Hall. La sua storia è strettamente legata allo sviluppo della città, che nel Medioevo prosperò grazie al commercio del sale ed è uno dei modelli più influenti dell’architettura sacra tirolese. Nel 1281 viene menzionata per la prima volta in un documento una piccola chiesa a Hall dedicata a San Nicola e Sant’Ingenuino. Poiché però questo edificio sacro divenne presto troppo piccolo per la città del sale in rapida crescita, nel 1352 fu ampliato e ristrutturato. Nello stesso anno la chiesa ottenne anche il diritto di amministrare il battesimo, pur rimanendo ancora dipendente dalla parrocchia madre di Absam. Poiché dal 1413 il parroco di Absam risiedeva nella città di Hall e la popolazione aumentò notevolmente nel corso del XV secolo, la chiesa fu nuovamente ampliata e assunse l’attuale aspetto gotico. Tra il 1420 e il 1440 il maestro costruttore di Hall Hans Sewer trasformò la navata originariamente a una sola campata in una chiesa a tre navate. Poiché non era possibile ampliare l’edificio verso sud e il vecchio coro fu sostanzialmente mantenuto nella sua struttura originaria, il presbiterio appare ancora oggi leggermente disassato rispetto all’asse della chiesa. Verso la fine del XVI secolo la chiesa fu restaurata per la prima volta. In seguito al violento terremoto del 17 luglio 1670, il campanile della parrocchiale crollò, ma venne ricostruito entro il 1676 in stile barocco. Nella seconda metà del XVII secolo ebbe inizio la progressiva barocchizzazione dell’intero edificio. Un incendio nel 1875 distrusse parzialmente la struttura lignea del tetto; di conseguenza fu necessario rifare la copertura e sostituire la statua di San Nicola posta sul frontone della facciata occidentale.
Nel corso del XX secolo i dipinti del soffitto furono restaurati in due occasioni. L’altare viene modificato in occasione delle principali festività liturgiche. In una nicchia della parete nord del coro si trova un grande epitaffio rinascimentale della famiglia Fieger, realizzato dall’artista Melchior Ritterl nel 1574. Al di sotto è appeso il dipinto su tavola Ecce Homo (circa 1510), attribuito al pittore di Hall Sebastian Frosch. I quattro grandi affreschi della volta della navata centrale illustrano episodi della vita di San Nicola, patrono della chiesa. Presso l’arco trionfale, nella parte anteriore della navata, furono eretti intorno al 1754 tre altari laterali scolpiti da Gregor Fritz. L’altare settentrionale della Croce presenta un gruppo scultoreo della Crocifissione; davanti ad esso è collocata un’immagine del Sacro Cuore di Gesù. Sul lato occidentale della chiesa a tre navate è addossata la Cappella Fieger, che costituisce anche l’area d’ingresso presso il portale principale. Verso l’Oberer Stadtplatz si affacciano il coro gotico, la sagrestia a due piani e il campanile alto 67 metri, sormontato da una caratteristica cupola a bulbo. Sulle pareti esterne della chiesa parrocchiale sono murate numerose lapidi commemorative dedicate a nobili e religiose dell’antico convento femminile e del monastero delle Clarisse di Hall. Vi si trova inoltre una targa commemorativa dedicata al patriota tirolese Joseph Speckbacher, combattente per la libertà del Tirolo, morto a Hall nel 1820. Le sue spoglie furono però trasferite nel 1858 alla Hofkirche di Innsbruck, dove oggi riposano accanto a quelle di Andreas Hofer.
Nel linguaggio popolare, gli abitanti della città di Hall sono soprannominati “Haller Kübel” (in dialetto tirolese Håller Kiebl, cioè “i secchi di Hall”). Questo curioso appellativo deriva da un episodio che, secondo la tradizione, sarebbe avvenuto proprio nella chiesa parrocchiale di San Nicola. Durante la celebrazione della festa dell’Ascensione di Cristo, una statua raffigurante Gesù veniva issata verso l’alto per simboleggiare la sua ascesa al cielo. A un certo punto, però, la corda si spezzò e la statua precipitò sul pavimento della chiesa, frantumandosi.
Alcuni abitanti di Hall, particolarmente attaccati alle tradizioni, raccolsero immediatamente tutti i pezzi della statua e li deposero in un secchio (Kübel). Infine, il secchio contenente i frammenti venne sollevato verso il “cielo” della chiesa con l’esclamazione dialettale: “Åber aufi muaß er!” “Ma lassù deve comunque salire!” Da questo episodio, tramandato come aneddoto popolare, deriverebbe il soprannome ironico di “Haller Kübel” attribuito agli abitanti di Hall in Tirol, a indicare la loro ostinazione e il loro spirito pratico: anche se la statua si era rotta, l’Ascensione doveva essere rappresentata comunque. (continua)






