von fpm 16.06.2026 10:00 Uhr

16 giugno Giornata Mondiale delle Tartarughe Marine

Istituita in onore del biologo Archie Carr, questa ricorrenza mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla salvaguardia di questi antichi rettili marini, gravemente minacciati dalla plastica, dalla pesca e dalla distruzione dei loro habitat naturali.

(Foto: pixabay) elab grafica e gif Flavio Pedrotti Móser

Le tartarughe sono considerate vere e proprie sentinelle della salute degli oceani. Lungo le coste italiane le segnalazioni di nidi di Caretta caretta effettuate dai volontari WWF ad oggi sono di 26 tracce con deposizione verificata e protetta, per un potenziale di future nascite al termine delle loro schiuse di almeno oltre 2.000 piccoli. In Sicilia, sono già oltre 24 i nidi di Caretta caretta monitorati e protetti con una vera e propria “cinquina” in un solo giorno con 3 nidi nel siracusano, 1 nel ragusano e il primo nido agrigentino a Porto Empedocle; 1 nido verificato in Calabria e in Toscana, segnalato dai volontari WWF come evento raro, il primo nido regionale a Bagno Henderson, Marina di Massa. A questi si aggiungono numerose tracce in verifica tra Giallonardo, Realmonte, Siculiana e Torre Salsa, il che fa presagire il superamento del record di fine stagione. Nel 2024, il WWF aveva mappato circa 250 nidi e la nascita di oltre 13.700 piccoli di tartaruga marina.

Ogni anno, centinaia di tartarughe marine vengono soccorse, curate e rimesse in libertà grazie all’impegno della rete WWF. Nel solo 2024, i quattro Centri di Recupero che rientrano nella rete del WWF attivi in Italia — Molfetta, Policoro, Crotone e Torre Guaceto — hanno già accolto oltre 300 esemplari, recuperati lungo le coste o segnalati da cittadini e pescatori. Questi centri operano 365 giorni l’anno per fornire assistenza agli animali feriti da attrezzi da pesca, urti con imbarcazioni o debilitati da ingestione di plastica. Il loro lavoro rappresenta un pilastro fondamentale nella tutela di queste specie. In queste aree la collaborazione con i pescatori artigianali, le Capitanerie di Porto e i cittadini è fondamentale per recuperare tempestivamente animali feriti o in difficoltà.

Le 3 specie presenti nel Mediterraneo (tartaruga marina comune, tartaruga verde e tartaruga liuto), nonostante le differenze, affrontano le stesse minacce: pesca accidentale (reti e palangari), collisioni con imbarcazioni, perdita di habitat, disturbo umano durante la nidificazione e inquinamento (incluso l’impatto ancora poco conosciuto delle micro- e nano-plastiche). A queste insidie si sono aggiunti gli effetti sempre più evidenti della crisi climatica: l’innalzamento delle temperature può modificare le aree di nidificazione e alterare il rapporto tra nascite maschili e femminili, con un aumento delle schiuse femminili (fenomeno noto come “femminilizzazione”).

In corso un progetto utilizza tecnologie avanzate (eDNA, droni, fototrappole, telemetria satellitare), coinvolge le comunità locali e promuove soluzioni replicabili per la protezione delle spiagge di nidificazione.

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