von fpm 08.06.2026 10:00 Uhr

Oggi 8 giugno è la Giornata Mondiale degli Oceani

Questa giornata rappresenta un importante momento di riflessione sull’importanza dei mari e degli oceani per le nostre vite, sull’impatto che hanno su ognuno di noi e sull’economia di molti Paesi, e sulle urgenti iniziative che devono essere intraprese per tutelare questa imprescindibile fonte di vita sulla Terra.

(Foto: pixabay ) elab grafica e gif Flavio Pedrotti Móser

Ricorre l’8 giugno la Giornata Mondiale degli Oceani, istituita nell’anniversario della Conferenza Mondiale su Ambiente e Sviluppo, svoltasi a Rio de Janeiro nel 1992. Gli oceani ricoprono circa il 75% della superficie terrestre, rappresentando una risorsa essenziale per la vita di oltre 3 miliardi di persone e contribuendo, attraverso le attività economiche e produttive a essi collegate, a circa il 5% del PIL mondiale. La tutela della salute del pianeta è strettamente legata a quella degli ecosistemi marini: è questo il messaggio ribadito dal Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, in occasione della Giornata mondiale degli oceani. Per l’edizione di quest’anno, le Nazioni Unite hanno concentrato i propri sforzi sulla sensibilizzazione riguardo al crescente problema dell’inquinamento da plastica nelle acque oceaniche. Le stime più allarmanti indicano che, entro il 2050, la quantità di plastica presente nei mari potrebbe superare quella dei pesci. Dal 1964 al 2014, infatti, la produzione globale di plastica è aumentata di venti volte, raggiungendo le 314.000 tonnellate, e si prevede che tali volumi raddoppieranno nei prossimi vent’anni, per poi quadruplicare entro la metà del secolo. Nonostante l’impegno delle Nazioni Unite e dei governi nel promuovere sistemi di riciclo più efficaci, soltanto il 5% della plastica viene attualmente riciclato correttamente; il 40% finisce nelle discariche e circa un terzo si disperde in ecosistemi particolarmente vulnerabili, tra cui gli oceani.

«Sono necessarie azioni urgenti a livello globale per ridurre le numerose pressioni che gravano sugli oceani e proteggerli dalle minacce future», ha dichiarato Ban Ki-moon. Come sottolineato dall’ONU, l’inquinamento da plastica produce conseguenze significative sia sugli organismi marini sia sugli equilibri degli ecosistemi oceanici. Tra i casi più emblematici degli ultimi anni figurano lo sbiancamento della Grande Barriera Corallina australiana, favorito dall’inquinamento e dai cambiamenti climatici, e il comportamento osservato in alcune specie ittiche durante la fase larvale, che mostrano una preferenza per le microplastiche rispetto al plancton, loro fonte naturale di nutrimento. Questo fenomeno compromette il normale sviluppo degli individui e, in numerosi casi, ne provoca la morte.

Da diversi anni, l’UNESCO si colloca in prima linea per la tutela di questo fondamentale patrimonio acquatico, attraverso una nutrita serie di iniziative e programmi. In particolare, la Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO è attiva nell’ambito del Decennio del Mare per lo Sviluppo Sostenibile 2021-2030, il progetto lanciato nel 2021 dalle Nazioni Unite per raggiungere le finalità dell’Obiettivo 14 “Vita sott’acqua” dell’Agenda dello Sviluppo Sostenibile 2030, attraverso la promozione di una rete globale di stakeholder e studiosi sul tema.

In questo contesto è stata sviluppata Ocean Literacy, un’iniziativa di divulgazione volta a fornire una formazione di base sull’oceano a tutti gli interessati, alla quale la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO ha partecipato attivamente redigendo la pubblicazione “Educazione all’Oceano per Tutti – Kit pratico”.

Jetzt
,
oder
oder mit versenden.

Es gibt neue Nachrichten auf der Startseite