Lo schiaffo “tolomeico” (134)

La rubrica dedicata alla patologia di Ettore Tolomei, l’artefice della modifica dei toponimi tedeschi nei 116 Comuni südtirolesi e della quasi totalità della micro-toponomastica, prende avvio dall’annessione del Tirolo storico al Regno d’Italia dopo la Prima guerra mondiale quando vennero a crearsi i presupposti per una radicale politica di italianizzazione dopo la presa di potere fascista. I fascisti, con lo scopo dell’estraniazione culturale e sociale della popolazione autoctona, vietarono l’utilizzo della toponomastica tedesca. Fu così che nacquero neologismi per così dire bislacchi partoriti da menti malsane, corrose dal fanatismo italico che voleva soggiogare la popolazione tirolese cominciando dall’identità culturale. Il Tolomei redasse un elenco dei cognomi del Südtirol per restituire, secondo il suo punto di vista, una appartenenza “italica” con talvolta stramberie e stravaganze davvero parossistiche e anche evidenti scappatoie esilaranti, palesi scalate su specchi scivolosi.
Ochsenreiter si compone di: Ochsen = “buoi” (plurale di Ochse, bue) e Reiter = “cavaliere”, “cavaliere a cavallo”, ma anche “conduttore” o “chi monta/guida”. Il significato originario più probabile è quindi “conduttore di buoi” oppure “uomo che guida i buoi”. In epoca medievale poteva indicare: un allevatore, un trasportatore con carri trainati da buoi, oppure qualcuno incaricato della conduzione del bestiame. Ben lo sapeva l’italianizzatore seriale modificandolo in Cavalcabò o Cavalcabove… Öhler (talvolta scritto anche Oehler nelle trascrizioni senza umlaut) è di origine germanica, deriva molto probabilmente dalla radice tedesca: Öl / Oel = “olio” con suffisso -er = “colui che fa / che lavora con”. Quindi Öhler significa: “produttore o commerciante di olio” oppure “chi lavora in una pressa per l’olio”. Nel Medioevo l’“olio” non era solo quello alimentare moderno, ma anche: olio di semi (lino, colza), oli usati per illuminazione (lampade), prodotti artigianali ottenuti tramite frantoi o presse. Il cognome poteva quindi indicare: un artigiano che produceva olio, un operatore di mulino/presse per semi oleosi oppure un mercante di olio. Ebbene, diventa Odalieri… ma se lo cerchi nella mappa italica non c’è nessuno con quel cognome.
Ohrwalder è quasi certamente un cognome toponimico, cioè derivato da un luogo o da un maso, Ohr- / Ohrwald → probabilmente un antico nome di luogo o di bosco (Wald = foresta), “persona proveniente dal bosco di Ohr” oppure “abitante del maso situato presso il bosco chiamato Ohrwald”. Tolomei offrì due opzioni: Reversi e Boschi. “Reversi” forse perché in forma antica era Ohrwalder era Nordwald, cioè bosco a settentrione e nella mente tolomeica era il” reverso” di un territorio (la parte “di dietro” di una collina o valle).
Così Ondertoler o Ondertöller, importato dall’altipiano cimbro Folgerait in Welschtirol, variante dialettale o grafica di unter) = “sotto”, “inferiore” e Toler / Töller / Tholer = forma che rimanda a Tal, “valle”, indica una “persona proveniente dal fondovalle / dalla parte bassa della valle”: ed ecco l’italianizzato Vallari. (continua)






