L’arte gotica in Tirol, Südtirol, Welschtirol (29)

La scultura gotica nell’area alpina del Tirolo storico — che oggi comprende il Tirol, il Südtirol e il Welschtirol-Trentino — rappresenta uno dei capitoli più affascinanti dell’arte europea tra il XIV e il XVI secolo. In queste terre di confine, crocevia tra mondo germanico e italiano, si sviluppò un linguaggio artistico originale, capace di fondere eleganza formale, spiritualità intensa e innovazione tecnica. A differenza di molte regioni italiane dove predominava la scultura in marmo, nelle vallate alpine si impose soprattutto la scultura lignea. Il legno, facilmente reperibile nei boschi montani, divenne il materiale privilegiato per la realizzazione di statue e complessi altari scolpiti. Queste opere erano spesso policrome e dorate, grazie all’intervento di pittori che completavano il lavoro degli intagliatori. Il risultato era una sintesi perfetta tra scultura e pittura, capace di rendere le figure estremamente vive e coinvolgenti.
Il Tirolo austriaco vanta numerosi capolavori di architettura gotica. L’età dell’oro per l’edilizia sacra arrivò tra il XV e il XVI secolo, finanziata dalla ricchezza delle miniere d’argento. Una delle chiese gotiche più importanti e affascinanti del Tirolo austriaco è la Pfarrkirche Mariä Himmelfahrt (Schwaz). Situata nella storica città mineraria, è una delle chiese gotiche più grandi e imponenti della regione. La sua architettura a quattro navate la rende un gioiello unico in tutta Europa. A differenza di altre zone, molte chiese tirolesi mantennero le loro strutture originarie intatte anche durante la successiva epoca barocca. La Pfarrkirche Mariä Himmelfahrt (Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta) a Schwaz è la più grande chiesa gotica a sala di tutto il Tirolo e una delle più singolari d’Europa. I maestri d’ascia Hans e Erasmus Mittendorfer avviarono i lavori tra il 1460 e il 1478. La chiesa venne consacrata nel 1478 con una struttura iniziale a tre navate. La popolazione continuava a crescere a dismisura così l’architetto reale Christof Reichartinger (e successivamente Lukas Bäringer) raddoppiò letteralmente le dimensioni dell’edificio. Venne abbattuto il muro perimetrale settentrionale per aggiungere una quarta navata e un secondo coro. Nel 1809, durante le guerre napoleoniche, i soldati bavaresi diedero fuoco a Schwaz. La chiesa subì gravi danni, ma la massiccia struttura gotica resistette. I restauri successivi (1910) rimossero le decorazioni barocche aggiunte, nel frattempo, restituendo alla chiesa il suo aspetto tardo-gotico purista.
L’edificio è un capolavoro del tardo gotico tedesco (Spätgotik) e colpisce per le sue dimensioni e per la scelta dei materiali. Il tetto è coperto da ben 15.000 tegole di rame. All’epoca della costruzione, il rame era un sottoprodotto dell’estrazione dell’argento, il che rese questa maestosa copertura accessibile. L’interno a quattro navate è la caratteristica architettonica più rara. Lo spazio interno è diviso da imponenti colonne in pietra locale (marmo di Hagau). Il soffitto presenta magnifiche volte a costoloni intrecciati che creano un effetto visivo simile a rami intrecciati.I due cori paralleli: La chiesa non ha un solo altare maggiore nel mezzo, ma due cori identici e paralleli, ciascuno con il proprio altare gotico. La facciata esterna è dominata da due campanili (uno dei quali ospita la storica campana „Maria Maximiliana“) e da tre portali riccamente scolpiti.
La particolarità più affascinante di questa chiesa è legata alla rigida divisione sociale della Schwaz medievale, che ha letteralmente plasmato l’architettura interna. All’inizio, i ricchi patrizi (i proprietari delle miniere) e i semplici minatori (Knappen) non volevano mescolarsi durante le funzioni religiose. Per risolvere le tensioni, la chiesa venne raddoppiata. La navata e il coro di destra erano riservati ai cittadini abbienti e ai nobili. La navata e il coro di sinistra erano invece destinati ai minatori. All’interno è ancora visibile la Knappenempore (la galleria dei minatori), una tribuna sopraelevata decorata con gli stemmi delle corporazioni minerarie e gli strumenti di lavoro dell’epoca. L’altare della parte sinistra era dedicato a Sant’Anna (protettrice dei minatori). Le decorazioni originarie mostravano scene di vita quotidiana all’interno delle gallerie d’argento. Organisti da tutta Europa venivano a Schwaz per suonare qui. Lo strumento attuale, pur inserito in una cassa storica, è uno dei più imponenti della regione e vanta un’acustica d’eccezione grazie alla vastità delle quattro navate. (continua)






