Approvata la riforma dello Statuto di autonomia

Dopo la Camera dei Deputati, nella sua seduta del 13 maggio anche il Senato italiano ha approvato in seconda lettura (e quindi in via definitiva) il disegno di legge costituzionale di modifica dello Statuto speciale per il Trentino-Südtirol che, dopo la promulgazione da parte del Presidente della Repubblica (entro un mese) e 15 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, sarà legge.
“Un momento significativo per l’Autonomia sudtirolese”, commenta il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher. “La riforma dello Statuto approvata oggi dal Senato non ripristina solo i livelli di autonomia legislativa ed amministrativa che nel 1992 spinsero l’Austria a rilasciare la quietanza liberatoria, ma ci garantisce nuovi margini di manovra. Il lavoro vero e proprio inizia ora: l’Amministrazione provinciale è già pronta a tradurre questi nuovi margini di manovra in misure che apportino miglioramenti concreti per il territorio e la popolazione“.
„Il recupero di alcuni standard di autogoverno e la blindatura delle competenze non sono un semplice aggiornamento tecnico – ha sottolineato il Presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti – ma la restituzione di una certezza legislativa fondamentale per rispondere con velocità alle sfide economiche e sociali, confermando il Trentino come un modello di eccellenza che non chiede privilegi, ma rivendica il diritto di amministrare bene a favore della propria comunità. Oggi possiamo dire che l’obiettivo è pienamente raggiunto. Ringrazio il Governo e il Ministro per gli Affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli per aver sostenuto un percorso condiviso con le Province autonome di Trento e di Bolzano. Oggi vince il Trentino dove l’Autonomia è un pilastro solido su cui costruire il futuro, dimostrando ancora una volta che la vicinanza tra chi decide e chi riceve i servizi è la vera chiave per la crescita della nostra comunità.“
L’approvazione del Disegno di Legge è salutata con favore dal PATT; come dichiara il segretario Marchiori: „L’approvazione di questa revisione rappresenta un traguardo possibile e concreto. Lo abbiamo raggiunto perché abbiamo scelto la via più impegnativa, ma anche l’unica realmente utile: usare le leve della nostra Autonomia per approfondire i dossier, elaborare soluzioni e fare proposte. Un modo di fare politica che fa la differenza e che ci ha consentito di essere la prima e finora l’unica speciale ad avere centrato l’obiettivo della revisione. Queste nuove garanzie per la nostra Terra non sono un regalo caduto dall’alto, ma il frutto di una classe dirigente che si assume le proprie responsabilità. L’Autonomia non si difende con gli slogan, ma dimostrandosi interlocutori credibili e preparati. In questo percorso complesso, si sottolinea in particolare l’importanza del fronte comune costruito e mantenuto fra Trento e Bolzano e con la Südtiroler Volkspartei (SVP). Solo unendo le forze e le visioni da Trento a Bolzano possiamo far valere il reale peso politico della nostra specialità. Oggi la nostra Autonomia è più solida, non per concessione, ma per la nostra ritrovata capacità di fare sistema al fine di tutelare il futuro e il benessere delle nostre comunità.“
Di tutt’altro avviso è il Südtiroler Heimatbund che – in una nota del suo presidente Roland Lang – definisce quello di ieri „Un giorno nero per il Sudtirolo. In questo 13 maggio – continua il comunicato – i pilastri fondamentali per la tutela delle minoranze tedesca e ladina, per la cui affermazione Magnago, Benedikter e molti altri nella SVP hanno lottato, sono stati definitivamente cancellati o indeboliti. Nonostante gli avvertimenti di esperti autorevoli, come il costituzionalista Prof. Peter Hilpold, il quale ha ammonito: «La tutela garantita dal diritto internazionale viene sostituita da una clausola di intesa sostanzialmente priva di valore. Il testo è notevolmente indebolito rispetto alla bozza del 2024», e l’avvocato Paolo Gobbato: «Manca completamente un nuovo Articolo 2 che valorizzi l’autonomia del Sudtirolo. Al contrario: il ruolo centrale dell’interesse nazionale rimane intatto».
Ai sudtirolesi l’intera operazione è stata venduta come un miglioramento e una riforma dell’autonomia. Ma nei prossimi anni e nelle future tornate elettorali, emergerà chiaramente quale politica di rinuncia sia stata intrapresa da Kompatscher e soci, per la gioia dei neofascisti. In futuro, chiunque risieda in Sudtirolo da soli due anni potrà votare, indipendentemente dal fatto che si tratti di italiani o stranieri con cittadinanza italiana e di madrelingua non tedesca. Ciò mette a rischio la sopravvivenza dei gruppi linguistici tedesco e ladino in Sudtirolo. Alfons Benedikter sapeva bene perché esigeva una residenza di quattro anni, avendo previsto l’imminente massiccia immigrazione da paesi extra-UE.
Il Sudtirolo è governato sempre più da politici incompetenti, privi di sensibilità e di legame con l’identità tirolese. Non è stato fatto nemmeno il tentativo di blindare ulteriormente il Sudtirolo o di svilupparlo in modo sensato. Una riforma che avrebbe dovuto ripristinare le competenze che ci sono state sottratte finisce per sacrificare le basi della tutela delle minoranze, scambiandole con competenze fittizie di secondaria importanza. Non c’è davvero niente da festeggiare!„






