L’arte gotica in Tirol, Südtirol, Welschtirol (25)

La scultura gotica nell’area alpina del Tirolo storico — che oggi comprende il Tirol, il Südtirol e il Welschtirol-Trentino — rappresenta uno dei capitoli più affascinanti dell’arte europea tra il XIV e il XVI secolo. In queste terre di confine, crocevia tra mondo germanico e italiano, si sviluppò un linguaggio artistico originale, capace di fondere eleganza formale, spiritualità intensa e innovazione tecnica. A differenza di molte regioni italiane dove predominava la scultura in marmo, nelle vallate alpine si impose soprattutto la scultura lignea. Il legno, facilmente reperibile nei boschi montani, divenne il materiale privilegiato per la realizzazione di statue e complessi altari scolpiti. Queste opere erano spesso policrome e dorate, grazie all’intervento di pittori che completavano il lavoro degli intagliatori. Il risultato era una sintesi perfetta tra scultura e pittura, capace di rendere le figure estremamente vive e coinvolgenti. Il cuore della produzione gotica locale è rappresentato dai cosiddetti altari a portelle (Flügelaltäre), grandi strutture lignee composte da: una cassa centrale con figure scolpite, ante mobili dipinte, ricche decorazioni architettoniche.
Caterina, l’eternamente pura, è una santa che si dice abbia vissuto ad Alessandria all’inizio del IV secolo d.C. In effetti, non vi sono prove certe della sua effettiva esistenza. Accanto a Maria Maddalena Caterina è la seconda santa di sesso femminile che dobbiamo prendere in considerazione parlando dei Templari. Chi era dunque questa donna a cui – si dice – nessuno riusciva a tener testa a livello intellettuale? La leggenda la descrive come la figlia del re di Cipro. La sua grande eloquenza e la straordinaria intelligenza suscitarono la somma meraviglia e ammirazione dei suoi contemporanei. Non è dunque strano che ella sia stata scelta come patronessa della filosofia e protettrice del credo autentico. Il sigillo universitario della famosissima Sorbona di Parigi la raffigura con in mano un ramo di palma e un libro. Talvolta Caterina viene rappresentata anche in veste di santa, accanto al trono della Madre di Dio, come si può ammirare in un affresco romano dell’VIll secolo. Nella cappella di St. Helena di Deutschnofen, a sud di Bozen, la vediamo in piedi accanto a Maria mentre impugna nella destra, la ruota mugghiante, che predice il corso del tempo: come il Templare sulla chiesa di Méaux. Ebbene, anche questo riguarda la tradizione gotica che, come dirò più avanti, pare che il gotico sia stato in un certo senso concepito dai Templari.
Caterina è anche la Signora dei torturati e al tempo stesso dei perseveranti. Nello scegliere questa donna, i Templari hanno dimostrato una grande lungimiranza, se non chiaroveggenza. Caterina è morta da martire par excellence, dopo aver umilmente subito in prigionia le più crudeli torture che si potessero immaginare. La sua fede in Cristo non vacillò, nemmeno quando venne mutilata di entrambi i seni. Infine, morì per decapitazione.
Un’altra cappella segreta di Santa Caterina è celata nelle viscere della terra, sotto Gisors, cui soltanto gli iniziati dell’Ordine templare potevano accedere. E abbastanza curioso, considerando la fine violenta dell’Ordine, che fin dall’inizio questo abbia scelto come sua patronessa Caterina, una santa che rappresenta in pari grado la saggezza e il dolore. (continua)






