von fpm 10.05.2026 10:00 Uhr

Tennis al Foro Italico di Roma

Quasi un derby: ieri il match tra il sudtirolese Sinner e l’austriaco Ofner

elab gif Flavio Pedrotti Móser

Il Foro Italico aspettava Jannik da giorni. Quando il sudtirolese è entrato sul Centrale, l’aria aveva quel rumore particolare delle grandi serate romane: un brusio continuo, quasi una corrente, che diventava più intensa a ogni passo verso la linea di fondo. Di fronte c’era Sebastian Ofner, avversario solido, abituato a non regalare nulla. All’inizio si è capito subito che Sinner era entrato in campo con un’idea precisa: togliere tempo, spingere profondo, comandare lo scambio senza fretta. Non cercava il colpo da applausi, ma quello che lentamente sposta il punto dalla propria parte. Ofner ha provato a reggere, ha risposto con coraggio, ma ogni rally sembrava piegarsi verso il numero uno. Il break del primo set è arrivato quasi come una conseguenza naturale, costruito più con pressione e lucidità che con strappi improvvisi. Da lì il match ha preso un ritmo riconoscibile. Sinner serviva con ordine, apriva il campo col rovescio e poi, appena vedeva spazio, entrava con il diritto. Non c’era frenesia. C’era controllo. Il 6-3 del primo parziale è stato il riflesso di quella superiorità silenziosa: non travolgente, ma costante.

Nel secondo set Ofner ha provato a cambiare qualcosa. Ha cercato più aggressività, ha rischiato di più in risposta, ha allungato alcuni game. Per qualche minuto la partita ha avuto una tensione diversa, più nervosa. Anche il pubblico lo ha sentito. Ma proprio lì Sinner ha mostrato la sua parte più matura. Nei momenti in cui l’austriaco provava a risalire, il sudtirolese ha alzato la qualità difensiva, trasformando ogni scambio in un lavoro di pazienza. Una palla in più, sempre. Un metro in meno concesso, sempre. A metà del set il ritmo si è spezzato per una breve interruzione sugli spalti. Sono quei momenti che cambiano l’inerzia, che possono togliere concentrazione. Quando si è ripreso, però, Sinner è rientrato con la stessa faccia di prima: ferma, essenziale. Nessuna sbavatura, nessun passaggio a vuoto.

Sul 5-4, con il servizio per chiudere, il Centrale si è raccolto in un silenzio quasi irreale. Poi quattro punti giocati con autorità, il rovescio che apre il campo, l’ultimo errore di Ofner, e infine l’esplosione del Foro Italico. Il 6-4 finale ha consegnato a Sinner il terzo turno, ma soprattutto ha dato la sensazione di un debutto pienamente riuscito.

Non è stata una partita di spettacolo puro. È stata una partita di governo, di misura, di presenza. Ed è forse questo il segnale più interessante: a Roma, davanti ad un pubblico gioioso, Sinner non ha avuto bisogno di strafare. Ha semplicemente imposto il proprio tennis. A fine match Jannik e Sebastian sorridendo si sono scambiati qualche parola. Nella lingua madre ovviamente.

Jetzt
,
oder
oder mit versenden.

Es gibt neue Nachrichten auf der Startseite