„Voci e Mani delle Terre Alte“

Un percorso immersivo e concreto tra artigianato, lingua e tradizioni: nel pomeriggio di sabato nel centro di Trento, in occasione del Film Festival, stato aperto al pubblico uno stand dedicato alla valorizzazione delle tre minoranze linguistiche storiche del territorio provinciale: ladini, mòcheni e cimbri. L’obiettivo era offrire un’esperienza tangibile, trasformando la tutela del patrimonio linguistico e culturale in un momento di partecipazione attiva, attraverso la conoscenza pratica dell’artigianato e della cultura delle minoranze linguistiche locali.
Tre i momenti dell’evento, realizzato in collaborazione con il Servizio minoranze linguistiche e relazioni esterne PAT e accompagnato dalle immagini di altrettante clip dedicate alle comunità di minoranza e realizzate dall’Ufficio Stampa della Provincia autonoma di Trento.
Cimbri (La lingua e la memoria) – Un linguista ha guidato il pubblico alla scoperta delle parole e dei suoni della lingua cimbra. Per lasciare un segno tangibile, ai partecipanti è stato donato un opuscolo di lemmi cimbri con la possibilità di ricevere una dedica personalizzata.
Mòcheni (L’artigianato del legno) – Una dimostrazione pratica di antichi saperi. L’artigiano Marino Oss ha mostrato la realizzazione della tipica zoa‘ (cesto per funghi) e dello schi’kòstn (dispensa tradizionale). Il pubblico è stato inoltre coinvolto in un laboratorio per creare le skatteler van tabak (tabacchiere tascabili), in una attività bilingue (italiano/mòcheno).
I Ladini (Il mito e il design) – Le referenti del progetto Aurona Ores Jewels hanno presentato la trasformazione dell’argilla grezza dei boschi ladini in gioielli di design contemporaneo. Un percorso in quattro fasi (Mito, Materia, Alchimia ed Emozione) che ha inteso dimostrare come la montagna e le sue leggende possano essere non solo raccontate, ma plasmate e indossate.






