Tennis a Madrid

Alla Caja Mágica di Madrid, il quarto di finale tra Jannik Sinner e Rafael Jodar è stato molto più combattuto di quanto racconti il punteggio finale: 6-2, 7-6 per il sudtirolese, che vola in semifinale ma deve sudare soprattutto nel secondo set. L’inizio è equilibrato, quasi sorprendente. Jodar, 19 anni e senza nulla da perdere, parte con coraggio: spinge, varia, prova a togliere ritmo al numero uno del mondo. Fino al 2-2 il match è in bilico, con scambi intensi e qualche occasione per entrambi. Sinner alza il livello in modo netto: profondità , velocità di palla e precisione chirurgica. Strappa il servizio allo spagnolo, poi lo fa di nuovo. Quattro game consecutivi, dominio totale, e il primo set scivola via 6-2 in circa 45 minuti. Il punteggio è severo, ma non racconta del tutto la partita: Jodar c’è, ma paga ogni minimo calo.
Secondo set: la battaglia. Jodar cresce, sostenuto anche dal pubblico madrileno. Tiene meglio gli scambi, trova più prime, osa. Sinner continua a controllare, ma non sfonda più con la stessa facilità . Lo spagnolo annulla palle break, ne costruisce alcune, e il set si trascina punto a punto fino al 5-5.  Qui emerge la differenza tra promessa e campione: il sudtirolese resta lucido nei momenti chiave, salva situazioni complicate e trascina il set al tie-break. E lì non c’è storia.
Tie-break perfetto. Nel gioco decisivo, Sinner è semplicemente impeccabile: 7-0, un monologo. Nessun errore, solo colpi puliti e gestione totale della pressione.  È il sigillo su una partita più dura del previsto. Finisce 6-2, 7-6: Sinner continua la sua marcia e centra la semifinale a Madrid, allungando la striscia vincente e confermando il suo status di numero uno.
Jodar esce sconfitto ma tra gli applausi: talento, personalità e un secondo set giocato alla pari con il migliore al mondo. Una promessa che ha già il sapore del futuro.






