Magasa e Valvestino, se ne parlerà in Consiglio Regionale

Nel giugno 2023 il Dreier Landtag riunito a Riva del Garda, ha approvato la deliberazione n. 12 con la quale sono stati riconosciuti i profondi legami storici, politici e culturali dei comuni di Valvestino e Magasa con il territorio del Tirolo storico. Tale deliberazione prevedeva la possibilità per i suddetti comuni di partecipare, in qualità di osservatori, alle sedute della Commissione interregionale del Dreier Landtag mediante la nomina di un rappresentante comune – si legge nel testo dell’interrogazione che il TeamK ha presentato nei giorni scorsi in Consiglio Regionale e che potrebbe essere discussa già nella prossima seduta, in calendario il 22 aprile. Â
In data 11 febbraio 2025 è stata presentata un’interrogazione alla Giunta provinciale di Bolzano al fine di verificare lo stato di attuazione di tale impegno. La risposta ufficiale fornita dal Presidente del Consiglio provinciale di Bolzano il 12 marzo 2025 ha chiarito che le amministrazioni comunali erano state invitate a nominare un rappresentante comune, ma che si era ancora in attesa di un riscontro da parte dei comuni interessati. Nonostante tali premesse istituzionali, risulterebbe che i rappresentanti dei comuni di Valvestino e Magasa non siano stati invitati alla successiva seduta del Dreier Landtag svoltasi nel giugno 2025.
In data 10 dicembre 2025 il senatore Meinhard Durnwalder (SVP) ha depositato un disegno di legge, volto a disporre il distacco dei comuni di Magasa e Valvestino dalla Regione Lombardia e la loro aggregazione alla Provincia autonoma di Trento, dando seguito agli esiti referendari del 2008 (AS n.1744). In data 17 gennaio 2026 l’assessore tecnico della Provincia autonoma di Trento e segretario politico del PATT, Simone Marchiori, ha ribadito pubblicamente la volontà del Trentino di «riportare a casa» i comuni di Valvestino e Magasa. Marchiori ha precisato che il percorso punterebbe a una modifica della norma costituzionale al fine di ricucire quella che ha definito una «separazione forzosa» e favorire l’ingresso di tali territori nell’Euregio. Lo stesso assessore ha inoltre ridimensionato il recente cambio di orientamento dell’amministrazione comunale di Valvestino, attribuendolo a dinamiche di scontro politico locale piuttosto
che a un effettivo mutamento del sentimento della popolazione.
Il Consiglio comunale di Valvestino, con deliberazione n. 16 del 16 giugno 2025, ha ufficializzato la volontà di accantonare definitivamente il progetto del tunnel Bondone–Valvestino. Tale decisione è stata motivata dall’insostenibilità dei costi, passati da una stima iniziale di 32,4 milioni di euro a circa 79,7 milioni di euro, nonché dalle rilevanti criticità idrogeologiche evidenziate dalla Provincia autonoma di Trento. Con la medesima deliberazione il Comune ha chiesto di destinare le risorse del Fondo Comuni Confinanti (pari complessivamente a circa 18,8 milioni di euro) a un progetto alternativo di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza della viabilità esistente verso Brescia (SP 113 e SP 9).
Negli ultimi mesi è emersa una profonda frattura politica all’interno della maggioranza comunale di Valvestino: una parte dei consiglieri ha denunciato l’ostruzionismo del sindaco nel formalizzare la rinuncia agli esiti del referendum del 2008 al fine di mantenere il comune nell’ambito amministrativo della provincia di Brescia. È inoltre fallito il tentativo di iscrivere all’ordine del giorno del Consiglio comunale una proposta di deliberazione volta a non conformarsi ai risultati del referendum consultivo del 2008, dichiarandone l’esito «inattuale e superato» alla luce del mutato contesto infrastrutturale.
A seguito di tali contrasti, il 2 marzo 2026 cinque consiglieri di maggioranza hanno rassegnato le proprie dimissioni, determinando la decadenza del Consiglio comunale e del Sindaco e portando alla nomina del commissario prefettizio Rossella Bucceri.
L’insieme di tali vicende evidenzia una situazione di forte tensione istituzionale e di prolungata incertezza amministrativa, nella quale si intrecciano questioni infrastrutturali, rivendicazioni territoriali e contrapposizioni politiche locali. In questo contesto appare particolarmente significativo come, a fronte di numerose e concrete opportunità di collaborazione amministrativa tra territori confinanti, il dibattito pubblico e istituzionale sembri concentrarsi prevalentemente su sterili rivendicazioni territoriali e contrapposizioni di natura identitaria.
Tra le possibili forme di cooperazione istituzionale che potrebbero favorire un reale avvicinamento tra le comunità di confine si possono infatti richiamare, a titolo esemplificativo: il completamento dell’aggiornamento del Libro fondiario; l’estensione dell’area naturale protetta dell’Alto Garda Bresciano verso il territorio trentino; la valorizzazione a fini cicloturistici della strada militare che transita sulle alture tra Monte Caplone e Cime Tombea, tra il lago d’Idro e il lago di Garda; il miglioramento dei collegamenti di montagna tra Bondone e Valvestino (Bocca di Valle) e tra Bondone e Magasa (Bocca di Cablone); nonché lo sviluppo di forme di cooperazione nel settore dell’agricoltura di montagna, dell’istruzione e della ricerca.
Appare pertanto difficilmente comprensibile come, a fronte di tali possibilità di collaborazione concreta e di integrazione territoriale tra comunità storicamente contigue, si continui a privilegiare una logica di scontro istituzionale e di rivendicazione territoriale che rischia di riportare il dibattito pubblico a schemi ormai superati dalla storia e dalle esigenze contemporanee di cooperazione tra territori di confine.
In tale quadro, e anche in ragione del proprio ruolo di raccordo tra i diversi livelli istituzionali e di promozione della cooperazione territoriale, la Regione Trentino-Südtirol potrebbe contribuire a favorire un percorso di progressiva normalizzazione dei rapporti istituzionali, promuovendo forme di leale collaborazione amministrativa e di dialogo costruttivo tra le comunità e le istituzioni coinvolte.
I Consiglieri del TeamK interrogano quindi  la Giunta regionale per sapere:
1. se la Giunta regionale sia a conoscenza degli sviluppi istituzionali sopra richiamati, incluse le recenti dichiarazioni dell’assessore della Provincia autonoma di Trento e la situazione di stallo amministrativo determinatasi nel Comune di Valvestino;
2. se la Regione abbia avviato o intenda avviare interlocuzioni istituzionali con le Province autonome di Trento e Bolzano, nonché con le amministrazioni locali interessate, al fine di contribuire a una gestione condivisa delle problematiche amministrative e infrastrutturali che interessano i territori di confine;
3. quale sia l’orientamento della Giunta regionale in merito alle iniziative legislative attualmente pendenti in Parlamento relative al possibile passaggio dei comuni di Magasa e Valvestino dalla Regione Lombardia alla Provincia autonoma di Trento e su cui il Consiglio regionale dovrà rendere un parere;
4. se la Giunta regionale non ritenga opportuno favorire l’effettiva partecipazione del Commissario prefettizio alla prossima seduta del Dreier Landtag, al fine di garantire che la voce del territorio sia rappresentata e di assicurare un adeguato monitoraggio delle iniziative e delle risorse destinate allo sviluppo infrastrutturale e territoriale dell’area






