von mas 15.04.2026 09:40 Uhr

I confini più pericolosi del mondo

L’incontro con Andrea Muratore, analista geopolitico, autore del recente libro «I confini più pericolosi del mondo», chiude giovedì 16 aprile la rassegna «Orizzonti di crisi: comprendere il mondo che cambia». L’incontro si svolge ad Arco,  all’auditorium di Palazzo dei Panni alle 20.30, con ingresso libero e una parte parte dedicata al dibattito con il pubblico.

www.facebook.com/andrea.muratore.9 - Creative Commons - Attribution 4.0 International (CC BY 4.0) - Comune di Arco

Con quest’ultimo appuntamento la rassegna – dopo aver trattato dell’ascesa cinese nel nuovo ordine multipolare, dell’informazione occidentale in relazione al conflitto israelo-palestinese e di guerra russo-ucraina e riarmo europeo»  – allarga lo sguardo ai teatri di guerra meno seguiti e alle frontiere ad alto tasso di instabilità come Sahel, Mar Rosso, Caucaso e Indo-Pacifico, e al loro possibile impatto sull’Europa.

Il mondo non è “piatto” come qualcuno azzardava ai tempi della globalizzazione imperante. Oggi l’umanità riscopre i confini, tornati pericolosamente di moda: frontiere tra Stati da presidiare o da contendere e frontiere tecnologiche da superare; barriere alle merci, ai popoli, alla finanza. Le questioni territoriali e identitarie tornano al centro della politica, il nazionalismo si afferma anche nei regimi democratici, nuovi confini segnano i rapporti tra potenze. Il tutto si accompagna al revival della guerra (che si fa ma non si dichiara) e a un’accesa competizione economica.

È tornata la geopolitica ottocentesca del dominio territoriale, conteso tra vecchi e nuovi attori? Di sicuro molti confini – non solo territoriali – sono già, o potranno diventare, terreno di scontro. Andrea Muratore guida il pubblico in un viaggio geopolitico alla scoperta dei fronti più caldi del nuovo caos globale: l’Ucraina e Israele-Palestina, ovviamente, ma anche Taiwan, la Groenlandia e l’Artico, la fratture che attraversano l’Europa, per arrivare agli scenari asiatici e africani dimenticati dai media, in cui però si gioca molto del futuro mondiale.

 

Quest’ultimo appuntamento chiude la novità «Orizzonti di crisi: comprendere il mondo che cambia», rassegna organizzata dalla biblioteca civica «Bruno Emmert» di Arco,  sull’onda del grande successo degli incontri di geopolitica proposti a partire dall’anno scorso, e alla luce della situazione internazionale in continua e rapida mutazione, nonché del disorientamento e dei timori sempre più diffusi nella collettività.

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