von mas 12.04.2026 17:00 Uhr

Sordità e identità

Nelle scuole della Provincia di Trento l’inclusione parla Ladino, Cimbro e Mocheno

Immagine Debradeka da Pixabay

Abbattere le barriere della comunicazione attraverso gli occhi di una bambina e le lingue della propria terra. È questo lo spirito di “Guardami, voglio raccontarti una cosa…”, il progetto promosso dalla Sezione di Trento dell’Ente Sordi,  che entra nella sua fase operativa con il sostegno dell’Assessorato regionale alla tutela delle minoranze linguistiche.

L’iniziativa nasce da un’esperienza profondamente umana: la volontà di un papà, Alex Tondin, di testimoniare che comunicare con sua figlia sorda non solo è possibile, ma è un atto di amore e comprensione semplice. Il titolo stesso riprende le parole della bambina che, una sera, chiamò il padre dicendogli: „Guardami, voglio raccontarti una cosa“. È proprio il contatto visivo, infatti, il primo fondamentale pilastro per una comunicazione completa con chi vive la sordità.

Il progetto, che interesserà l’intero anno scolastico 2026-2027, prevede l’installazione di banner in tutte le 215 scuole primarie della Provincia autonoma di Trento. Grazie al supporto dell’Assessore regionale Luca Guglielmi, i contenuti avranno una caratteristica unica: ogni banner sarà arricchito da sottotitoli e traduzioni nelle tre lingue di minoranza del territorio: Ladino, Cimbro e Mocheno.

Sono 17 le proposte grafiche nate dal talento degli studenti di istituti d’arte e grafica della provincia.  Solo uno di questi progetti verrà scelto per poi essere consegnato in tutti gli istituti comprensivi del territorio trentino.

„Affrontare il tema del deficit d’udito richiede una sensibilità che vada oltre la semplice assistenza: richiede empatia e strumenti che parlino la lingua del cuore e della nostra terra“ – ha dichiarato l‘ Assessore Guglielmi – nonostante le sfide comunicative che la sordità impone, vogliamo che il messaggio di inclusione arrivi forte e chiaro a tutta la comunità, senza lasciare indietro nessuno.“

„Valorizzare il Ladino, il Mocheno e il Cimbro all’interno di questo progetto non è solo un atto di tutela culturale, ma un modo per radicare l’accoglienza nella nostra identità più profonda – cha oncluso GuglielmiRendere queste regole di comunicazione accessibili nelle lingue minoritarie significa trasformare la nostra provincia in un vero laboratorio di civiltà, dove il plurilinguismo diventa il ponte che abbatte il silenzio e unisce ogni cittadino attraverso il rispetto per la diversità“.

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