von fpm 27.03.2026 14:00 Uhr

Primavera in Eisacktal: la Kloster Neustift inaugura due mostre fotografiche tratte dal suo archivio e si racconta come meta di una vacanza silenziosa e spirituale. (1)

Un viaggio tra memoria e paesaggio nel Südtirol     settentrionale, dove arte, vino e natura si incontrano in un’esperienza immersiva tra vigneti e cime dolomitiche, fatta di passeggiate tra i filari e momenti di scoperta, pensata per famiglie, gruppi e viaggiatori in cerca di pace e autenticità.

Foto Kloster Neustift, elab gif Flavio Pedrotti Móser

Con l’arrivo della primavera, la Eisacktal si risveglia tra vigneti, sentieri e paesaggi alpini e, in questo contesto, la Kloster Neustift apre una nuova finestra sulla propria storia con l’inaugurazione dal 28 marzo delle mostre “Tracce di luce” e “Testimoni del tempo perduto”, dedicate al patrimonio fotografico custodito nel proprio archivio, con immagini, lastre su vetro e diapositive che raccontano oltre 150 anni di vita abbaziale. Un’occasione per accedere a una dimensione inedita del complesso e vivere una destinazione unica, ideale per una vacanza silenziosa e spirituale, lontana dai ritmi frenetici, dove natura, arte e cultura convivono da quasi nove secoli attraverso esperienze che spaziano dalle visite culturali ai percorsi tra i vigneti e alle degustazioni, pensate per famiglie, gruppi e viaggiatori individuali.

All’interno del percorso museale della Kloster Neustift, tra la biblioteca barocca e le collezioni storiche, il progetto espositivo accompagna il visitatore in un racconto visivo che attraversa oltre 150 anni di vita abbaziale, restituendo uno sguardo intimo sulla comunità e sul territorio. Come sottolinea il Prevosto Eduard Fischnaller, l’obiettivo è rendere accessibili queste immagini e aprire un dialogo con la storia e la memoria condivisa. Fin dagli anni ’60 dell’Ottocento, fotografi professionisti e canonici hanno documentato la quotidianità dell’Abbazia e dei luoghi circostanti. Tra i primi protagonisti, Ingenuin Heubacher, autore di alcune rare fotografie a colori realizzate intorno al 1910 con la tecnica autochrome, e, successivamente, il professore Benedikt Purer, per decenni cronista visivo della comunità.

Il progetto, curato da Sandra Mutschlechner, si sviluppa in due percorsi complementari: “Tracce di luce – Fotografie dall’archivio dell’Neustift”, visitabile al Museo abbaziale dal 28 marzo al 2 maggio 2026 e successivamente nelle parrocchie del territorio, e “Testimoni del tempo perduto – L’archivio fotografico della Kloster Neustift”, in programma dal 28 marzo, che affianca alle immagini anche stampe, album, cartoline e macchine fotografiche d’epoca. (1)

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