von mas 18.03.2026 17:00 Uhr

Benito Mussolini „vive“ a Trento

Il Consiglio Comunale di Trento ieri non ha adottato la delibera per togliere la cittadinanza onoraria al Duce – Cronaca, reazioni, commenti

Foto: wikimedia.org/Bundesarchiv, Bild 102-09844 / CC-BY-SA 3.0

Seduta a porte chiuse e voto segreto ieri in Consiglio Comunale a Trento, dove si discuteva se adottare o meno la delibera per revocare la cittadinanza onorario conferita a Benito Mussolini nel 1924.  Ma gli „accorgimenti“ non sono bastati o forse sono stati proprio questi che hanno permesso a 12 consiglieri comunali di non esprimersi, impedendo così alla proposta di raccogliere la maggioranza qualificati dei 4/5.  Benito Mussolini resta pertanto cittadino onorario della città capoluogo della Provincia Autonoma di Trento.

Già nella riunione dei capigruppo della settimana scorsa non si era trovata la quadra, mentre le prese di posizione si accavallavano, fuori e dentro l’aula del Consiglio Comunale: tanto per citarne due, quella dell’ANA (Tema non facile, scelta ideologica e da contestualizzare, rischio che nascano liste di prescrizione), all’ANPI (una scelta di rispetto per la città).

La discussione

Discussione che non ha visto convergenze anche quella di ieri in Consiglio Comunale, quindi, con i proponenti Partito Democratico-Psi di Trento, Campobase, Insieme per Trento, Alleanza Verdi Sinistra, Sì Trento e Intesa per Ianeselli, appoggiati da Gruppo Misto, Onda e Prima Trento-PATT; contrari Fratelli d’Italia (secondo il partito meloniano, le cittadinanze onorarie decadono con la morte dell’interessato, e quindi la delibera proposta non è tecnica ma puramente ideologica; le priorità della città sono altre…). Anche la Lega ha parlato di opportunismo politico, di uso divisivo della storia, di istituzione a due velocità (due minuti per revocare la cittadinanza a Mussolini), mesi se non hanni per dare concrete risposte ai problemi dei cittadini.)

Alla fine la delibera, fra astensioni e voti c0ntrari, non ha raggiunto la maggioranza necessaria: 28 a a favore (ne servivano 32), 10 contrari e 2 astenuti. Benito Mussolini continua perciò ad essere cittadino onorario di Trento

Le reazioni

La notizia oggi è su tutti i media, sia locali che italiani, da Repubblica al Corriere al Fatto Quotidiano. E si susseguono anche le dichiarazioni politiche:

“Lo dico senza mezzi termini: è una vergogna che Benito Mussolini rimanga cittadino onorario di Trento. Ed è desolante che ieri sera una parte del Consiglio comunale non abbia colto l’importanza simbolica della revoca della cittadinanza all’uomo che ha portato l’Italia sull’orlo dell’abisso – dichiara oggi in un comunicato dell’Ufficio Stampa comunale il Sindaco di Trento Ianeselli – Qualcuno in aula ha dichiarato che la revoca della cittadinanza sarebbe stata ininfluente perché la destra italiana ha già fatto i conti con il passato. Io credo che questa affermazione non sia valida per tutta la destra. La verità è che ancora oggi c’è chi tiene i busti dell’aguzzino Mussolini in salotto. E non prova nessun fastidio pensando che il duce continuerà ad essere un concittadino ad honorem dei trentini. È un oltraggio alla nostra città”.

Voler mantenere un criminale come cittadino onorario è inspiegabile, imperdonabile, inaccettabile e sciocco“ – ha dichiarato il presidente della Provincia di Bolzano e della Regione Kompatscher.  „Inconcepibile – sottolinea anche la senatrice SVP Julia Unterberger – Chi ancora oggi non vuole prendere le distanze dal fascismo, da ciò che ha significato per i nostri territori, non sarà mai in grado di costruire un futuro degno di questo nome».

Dura anche la presa di posizione della Süd-Tiroler Freiheit: „Un segnale grave che non possiamo ignorare qui in Sudtirolo. Chi nel 2026 non è in grado di prendere le distanze da Mussolini e dai crimini del fascismo non ha imparato nulla dalla storia. Si provi solo ad immaginare quale ondata di indignazione attraverserebbe tutta l’Europa se il consiglio comunale di una città in Germania o in Austria votasse a maggioranza per mantenere la cittadinanza onoraria ad Adolf Hitler. Questa decisione dimostra quanto sia carente in Italia la consapevolezza democratica e l’elaborazione della propria storia.“ – ha dichiarato Sven Knoll.

 

 

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