Diritto di legnatico, un patrimonio storico e culturale collettivo – 2°

La petizione
Nel corso della conferenza stampa, è stato illustrato anche il testo della petizione preparata dagli Aventi Diritto per richiedere il sollevamento dall’incarico del Ten. Col. Cristiano Manni, Comandante del Reparto Carabinieri Biodiversità di Tarvisio, in relazione alla gestione della foresta del Fondo Edifici di Culto (FEC) in Valcanale.
Il documento riguarda la gestione della Foresta di Tarvisio, di proprietà, come detto, del Fondo Edifici di Culto (FEC), e i diritti storici di servitù di legnatico esercitati dalle comunità della Valcanale. Tali diritti, riconosciuti fin dalla Patente Imperiale del 1853, sono stati esercitati in modo continuativo per oltre un secolo secondo prassi amministrative consolidate e condivise tra gestori della foresta e comunità locali. La Foresta, spesso considerata un esempio di gestione forestale sostenibile, si è conservata nel tempo soprattutto grazie al contributo degli Aventi Diritto che
hanno utilizzato il bosco in modo compatibile con gli equilibri ambientali.
Tuttavia, negli ultimi due anni, l’esercizio delle servitù di legnatico risulta di fatto interrotto, determinando una situazione eccezionale rispetto alla tradizione storica e causando ricadute economiche e sociali per circa 650 famiglie della Valcanale.
Il documento evidenzia, inoltre, le possibili criticità legate alla gestione attuale della Foresta da parte del Comandante del Reparto Carabinieri Biodiversità di Tarvisio, anche in relazione alla sua presenza nel Consiglio di Amministrazione del Fondo Forestale Italiano, suscettibile di configurare un conflitto di interessi o di incidere sulla percezione di imparzialità dell’azione amministrativa. Gli estensori della petizione sottolineano che i tentativi di dialogo istituzionale, intrapresi negli ultimi anni, non hanno prodotto risultati concreti e che l’introduzione di nuove regole non concordate avrebbe ulteriormente aggravato lo stallo, con il rischio di compromettere anche l’assegnazione del legname per l’anno 2026.
A valle di ciò, viene richiesto ai vertici dell’Arma dei Carabinieri di valutare la sostituzione del Comandante incaricato dell’amministrazione della Foresta, di verificare la conformità alle norme sulla gestione forestale sostenibile e di attivare con urgenza un tavolo istituzionale di confronto
con le comunità locali per risolvere la situazione. Sono già parti attive del processo di dialogo la Regione Friuli-Venezia Giulia, i Comuni di Tarvisio, Malborghetto e Pontebba, il FEC e gli Aventi Diritto dei Comuni Catastali, con i loro rappresentanti
Dichiarazioni
Matteo Preschern, Vicepresidente del Consorzio Vicinale di Ugovizza
“La questione è complicata, purtroppo per certi aspetti anche soggettiva. Ma a tutto c’èsoluzione. Abbiamo avuto un periodo in cui è mancata un’unione di intenti condivisa; infatti, le cose non sono andate come speravamo. Mi sono reso conto che con le parole e la diplomazia tutto si aggiusta! Con sacrificio e con molto impegno, siamo riusciti a raggiungere un’intesa tra gli aventi diritto, ed è per questo che oggi siamo qui riuniti. Con orgoglio posso affermare che un’intesa di valle di queste proporzioni non si è mai riscontrata, soprattutto in questo ambito. Concludendo, posso affermare che non abbiamo fatto altro che prendere atto ed ascoltare quanto consigliato da più parti. Dobbiamo proseguire su questa via all’unisono, avendo come obbiettivo la soluzione della problematica nel miglior modo possibile, cercando di soddisfare tutti gli aventi diritto della Valcanale”
Gabriele Delussu, Portavoce degli Aventi Diritto di Ugovizza
“Avendo seguito personalmente la parte storica, posso affermare che negli anni che vanno dal periodo austroungarico ad oggi ci sono state molti attriti/divergenze tra aventi diritto, gestore e proprietà. Questioni conclusesi sempre a favore degli Aventi diritto. Posso confermare che tutti i
giudicati fanno riferimento allo spirito e alle direttive imposte dalla Patente Imperiale n. 130 del 5 luglio 1853. Facendo seguito alle richieste della proprietà è stato prodotto un documento opportunamente modificato e condiviso, la cui bozza è già nelle mani del Direttore Generale del FEC, dove sono indicate tutte le modalità e le regole di fruizione. Non è altro che una ricostruzione tecnico storica arricchita da modalità operative evolutesi nel tempo. Nulla fino ad ora è stato disatteso, e nel rispetto delle parti e dei ruoli tutti auspicano che la questione si possa risolvere quanto prima e nel migliore dei modi.”
Giorgio Pippan, Presidente della Vicinia di Coccau
“Gli Aventi Diritto della Valcanale lanciano l’allarme: da due anni circa 650 famiglie sono private delle servitù di legnatico, un diritto storico esercitato da oltre un secolo. Mai in tempo di pace avevamo subito una paralisi simile, denunciano. La Foresta di Tarvisio, definita “bene intergenerazionale”, rischia di vedere spezzato l’equilibrio secolare tra tutela ambientale e diritti delle comunità locali. Le nuove regole sono state imposte unilateralmente dall’organo gestore, senza che il Fondo Edifici di Culto – proprietario della foresta – abbia mai formalizzato o promosso alcuna iniziativa in tal senso. Le scorte di legna da brucio vanno esaurendosi e nelle fasce più deboli della popolazione, vista anche la grave situazione internazionale, questo stallo potrebbe determinare pesanti ripercussioni economiche. I firmatari attaccano: chi gestisce la foresta per conto dello Stato calpesta diritti che lo Stato stesso ha sempre garantito. Il problema non è tecnico: è istituzionale. Non chiediamo privilegi, ma il rispetto di un equilibrio costruito in mille anni di storia”.
Maurizio Lattisi, Presidente del Consorzio Agrario Vicinia di Camporosso
Desideriamo ringraziare la Regione Friuli-Venezia Giulia per il sostegno e l’attenzione dimostrata nel seguire la complessa vicenda legata alla gestione della Foresta di Tarvisio. Grazie al lavoro degli uffici regionali, del Vicepresidente del Consiglio Regionale Stefano Mazzolini e dell’Avvocatura Regionale, è stato avviato un percorso volto a chiarire e regolamentare alcuni aspetti della gestione forestale, anche alla luce del Regolamento regionale D.P.Reg. 28 dicembre 2012 n. 0274/Pres. Tale normativa disciplina la gestione delle foreste in tutta la regione, ma la Foresta di Tarvisio, per le sue caratteristiche storiche e amministrative, presenta una situazione particolare che richiede un’attenzione specifica. Il Decreto Regionale sulla pianificazione forestale prevede infatti regole precise sulla tracciabilità e registrazione dei tagli, sui dati relativi alle utilizzazioni e sulle modalità di gestione del patrimonio boschivo. A seguito dell’interpretazione normativa introdotta dal Comandante del Reparto Carabinieri Biodiversità, Ten. Col. Cristiano Manni, si è resa necessaria una nuova analisi tecnica dei dati forestali. Questa attività, per la redazione dei progetti di taglio e per l’elaborazione dei dati richiesti, comporta costi molto elevati – stimati in circa 34.000 euro all’anno – che secondo l’interpretazione del Comandante dovrebbero essere posti a carico degli Aventi Diritto. Per questo motivo è in corso un confronto con la Regione, affinché la Foresta di Tarvisio possa essere considerata in modo speciale all’interno della normativa regionale, tenendo conto della sua particolare natura giuridica e storica e del sistema dei diritti di servitù presenti sul territorio. L’obiettivo comune è individuare una soluzione che garantisca trasparenza, sostenibilità nella gestione forestale e rispetto dei diritti storici delle comunità locali, evitando che costi e oneri ricadano ingiustamente sugli Aventi Diritto. In questo percorso il supporto della Regione, che ha dimostrato sensibilità e attenzione nei confronti della questione, rappresenta un elemento fondamentale per giungere ad una soluzione equilibrata e condivisa.






