von mas 19.03.2026 11:00 Uhr

Diritto di legnatico, un patrimonio storico e culturale collettivo – 1°

Torniamo a parlare di domini e diritti collettivi, quelli che fanno parte della tradizione e della storia della nostra Terra tirolese ma anche di altre comunità, che come la nostra  hanno fatto per secoli dell’Impero Austriaco.  Diritti che oggi in molti luoghi vengono negati, e sostituiti da una gestione non più della collettività, ma degli enti amministrativi locali o – peggio ancora – dello stato centrale.  Ecco a tale proposito la sintesi della conferenza stampa organizzata nei giorni scorsi dagli Aventi Diritto della Valcanale; „Diritti storici negati alla Valcanale; due anni di stallo nella Foresta di Tarvisio; gli Aventi Diritto chiedono risposte“ – (Prima parte: storia, tradizione e stato attuale)

Immagini simboliche da Pixabay - Elaborazione UT24

Durante una partecipata conferenza stampa svoltasi domenica scorsa alla presenza di Matteo Preschern, Vicepresidente del Consorzio Vicinale di Ugovizza; Gabriele Delussu, Portavoce degli Aventi Diritto di Ugovizza; Maurizio Lattisi, Presidente del Consorzio Agrario Vicinia di Camporosso e Giorgio Pippan, Presidente della Vicinia di Coccau, sono state illustrate le criticità e lo stallo di comunicazioni che hanno portato gli Aventi Diritto della Valcanale ad essere di fatto privati, da oltre due anni, dell’esercizio delle storiche servitù di legnatico, di cui è gravata la Foresta di Tarvisio. Una situazione, che priva centinaia di famiglie di un diritto che rappresenta un elemento fondamentale della storia, della tradizione giuridica nonché della vita economica della comunità della Valcanale.

Lo stallo amministrativo e decisionale non sta penalizzando soltanto la comunità, ma sta incidendo soprattutto sulla stessa Foresta di Tarvisio, oggi di fatto priva delle normali attività di utilizzazione e gestione del bosco. L’assenza delle consuete operazioni forestali rischia di determinare un progressivo
deterioramento dell’equilibrio forestale, compromettendo la corretta gestione di uno dei più importanti patrimoni boschivi dell’area alpina, trasformando quello che dovrebbe essere un modello di gestione sostenibile in una condizione di crescente abbandono con gravi riflessi anche sulle condizioni economiche di molte famiglie della Valcanale. A ciò si aggiunge il rischio di dissesto idrogeologico, poiché una foresta non adeguatamente curata e gestita può aumentare la vulnerabilità del territorio a frane, smottamenti e alluvioni, con potenziali conseguenze per la sicurezza delle comunità locali.

 

La Foresta di Tarvisio
La Foresta di Tarvisio è la più grande area forestale gestita direttamente dallo Stato italiano: copre circa 24.000 ettari con un perimetro di circa 168 km.

Inquadramento storico
Nel 1007, l’imperatore del Sacro Romano Impero Enrico II concede la foresta al Vescovo di Bamberga (Baviera); nel 1759 il territorio viene acquistato dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria; nel 1919, dopo la Prima guerra mondiale e il Trattato di Saint-Germain, la Foresta passa al Demanio dello Stato italiano.

Caratteristiche ambientali
La Foresta è composta soprattutto da faggete nelle quote più basse e, salendo di quota, da conifere. L’abete rosso di risonanza, presente in questa foresta, è particolarmente pregiato perché utilizzato per la costruzione di strumenti musicali a corda di alta qualità (come violini).

Uso tradizionale del bosco
La gestione del bosco è storicamente condivisa con le comunità locali attraverso antichi diritti di servitù forestale esercitati dalle Vicinie e dai proprietari delle Realità (case). Il legname, soprattutto di abete rosso, è ancora oggi utilizzato dagli Aventi Diritto per manutenzioni edilizie tradizionali (tetti, solai, serramenti, stalle, recinzioni e legna da ardere).

Stato sanitario del bosco
Grazie a interventi costanti di gestione e al taglio preventivo delle piante malate, l’impatto del bostrico dell’abete rosso (parassita che colpisce le conifere) risulta più contenuto rispetto ad altre foreste europee simili.

Gestione amministrativa attuale
La Foresta non è stata trasferita alla Regione Friuli-Venezia Giulia e rimane patrimonio statale. Oggi la gestione è affidata al Reparto Carabinieri Biodiversità di Tarvisio, parte del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dei Carabinieri, istituito nel 2016.

Fondo Edifici di Culto (FEC)
Ente pubblico del Ministero dell’Interno che gestisce e tutela un vasto patrimonio storico-religioso dello Stato. Istituito con la legge n. 222 del 1985 nell’ambito degli accordi tra Stato italiano e Santa Sede, amministra chiese e beni provenienti dalle soppressioni degli enti ecclesiastici dell’Ottocento. Tra i beni di sua proprietà rientra anche la Foresta di Tarvisio, oltre a numerosi immobili e terreni destinati alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale.

 

Diritto di legnatico
Il legnatico, ovvero il diritto dei proprietari pro tempore delle Realità (case) e delle comunità del Comuni Catastali (Vicinie) di prelevare legname dal bosco, è uno dei più antichi diritti di servitù e rappresenta un elemento centrale della vita economica e sociale della zona. Le sue origini documentate risalgono a quando il Vescovado di Bamberga, allora proprietario dei boschi della cosiddetta Signoria Federaun, riconobbe agli abitanti diritti di pascolo e di utilizzo del legno. Con le successive regolamentazioni ottocentesche e con la Patente imperiale del 1853, questi diritti vennero formalizzati e organizzati; il legnatico veniva assegnato alle singole abitazioni (le Realità) per soddisfare bisogni essenziali come la costruzione e la manutenzione delle case, delle stalle e delle strutture agricole. Il legname serviva quindi alla sopravvivenza delle comunità montane. Dopo la fine dell’Impero Austroungarico e il passaggio della Valcanale all’Italia nel 1919, tali diritti furono riconosciuti e tutelati anche dalla normativa italiana e da successive decisioni amministrative e giudiziarie.

Il legnatico non è solo un diritto economico, ma un patrimonio storico e culturale collettivo, che testimonia il rapporto secolare tra popolazioni locali e foresta. Ancora oggi rappresenta uno strumento di tutela del territorio e di gestione sostenibile del bosco, mantenendo vivo un sistema comunitario nato secoli fa.

Obiettivo dell’incontro è stato quello di offrire un momento di chiarezza pubblica su una vicenda che coinvolge direttamente il territorio, il patrimonio forestale e i diritti storici delle popolazioni locali. La popolazione locale chiede, infatti, di poter partecipare attivamente alla gestione della Foresta, mettendo a disposizione il proprio know-how storico e la conoscenza del territorio, maturata in generazioni di convivenza con il bosco. Le comunità locali ritengono, infatti, che la loro esperienza rappresenti una risorsa fondamentale per una gestione sostenibile e condivisa della Foresta; un contributo che nasce dal legame profondo tra la popolazione e il proprio territorio.

 

… continua …

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