von fpm 16.03.2026 14:00 Uhr

Calcio Serie B

Una partita giocata sul filo: Südtirol vs Pescara un pareggio melanconico

Elab grafica Flavio Pedrotti Móser

Il Druso di Bozen, incastonato tra le montagne ancora imbiancate di fine inverno, sembrava trattenere il respiro. Non è stato un pomeriggio qualunque: l’aria pungente del Südtirol, i cori che rimbalzavano tra le tribune e la luce dei riflettori davano al confronto tra FC Südtirol e Delfino Pescara 1936 un sapore quasi teatrale. Alla fine, il tabellone avrebbe segnato 0-0, ma ridurre la partita a quel numero significherebbe ignorare tutto ciò che è accaduto nel mezzo. Dal primo fischio lo stadio ha assistito a una gara fatta di attese e improvvise accelerazioni. Il Südtirol, ordinato come un orologio svizzero, ha provato a costruire pazientemente: palla a terra, sguardo alto e l’idea di colpire al momento giusto. Il Pescara, invece, ha risposto con un calcio più diretto, quasi marino: onde improvvise che si infrangevano sulla difesa biancorossa, alla ricerca dello spiraglio giusto. La prima frazione è stata un dialogo tattico. Non un silenzio, ma una conversazione fatta di movimenti senza palla, di contrasti al limite, di palloni rubati a metà campo che accendevano per qualche secondo il pubblico. Ogni volta sembrava poter succedere qualcosa — e ogni volta la difesa avversaria chiudeva la porta un attimo prima.

Nel secondo tempo il ritmo cambia. Le squadre si allungano, i centrocampi iniziano a perdere qualche centimetro di controllo e il match diventa più elettrico. Il Südtirol sfiora il vantaggio con una conclusione dal limite che taglia l’aria gelida del Druso e sfila di poco a lato. Il pubblico trattiene il fiato, poi applaude come se quel tiro fosse entrato. Il Pescara risponde poco dopo con una ripartenza fulminea: tre passaggi, campo aperto e un tiro che obbliga il portiere sudtirolese a distendersi per negare il gol. È uno di quei momenti in cui lo stadio sembra piegarsi insieme alla traiettoria del pallone.

Gli ultimi minuti scorrono con la tensione delle partite che non vogliono sbilanciarsi troppo. Le panchine si agitano, le tribune spingono, ma il risultato resta inchiodato. Quando arriva il triplice fischio, lo 0-0 non appare come una mancanza, bensì come il racconto di una sfida equilibrata: due squadre che si sono studiate, rispettate e fermate a vicenda.

Nel calcio, a volte, anche l’assenza di gol può avere un suono preciso. Al Druso il pomeriggio di un giorno di calcio sembrava il rumore del pallone che rimbalza sull’erba fredda, mentre le montagne attorno alla città osservano in silenzio.

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